Tumore della mammella: il percorso dell’Azienda Ospedaliera

By: | Tags: | Comments: 0 | marzo 12th, 2018

Il tumore della mammella è ancora oggi la neoplasia più frequente nelle donne e purtroppo la prima causa di morte per tumore. Ogni anno in Italia 13 donne su 10.000 si ammalano di questa malattia.

Nella nostra Provincia si registrano annualmente circa 400 nuovi casi di carcinoma mammario, rappresentando una problematica sanitaria estremamente rilevante, che necessita di una risposta assistenziale efficace, innovativa ed organizzata.

In quest’ottica l’Azienda Ospedaliera di Alessandria ha da anni costituito un team multidisciplinare che vede coinvolti diversi specialisti in grado di farsi carico delle pazienti in tutte le fasi della malattia.

Il 20 febbraio scorso presso il Day Hospital onco-ematologico è stato presentato il gruppo di lavoro  del nostro Ospedale (Gruppo Interdisciplinare Tumori della Mammella).

L’obiettivo è stato quello di fare conoscere ai presenti e alla popolazione i vari specialisti coinvolti nel percorso di diagnosi e cura di questa malattia, sottolineando le competenze Strutture e le facilities strumentali e organizzative di cui l’Azienda dispone.

Dopo l’introduzione del Dott. Numico, Direttore della Struttura di Oncologia, è stata presentata l’Unita di Chirurgia Senologica, diretta dal Dott. Fabio Priora, di cui fanno parte ormai da alcuni mesi la Dott. Chiara Boccardo e la Dott. Maria Caterina Canepa, chirurghe senologhe.

La Struttura, che si avvale delle tecniche chirurgiche più innovative, vede tra le novità per l’anno 2018, in aggiunta alla chirurgia oncoplastica e radioguidata, l’introduzione della mastectomia endoscopica e l’uso dell’immunofluorescenza. La mastectomia mininvasiva video-assistita endoscopica  permetterà attraverso una piccola incisione nascosta sotto l’ascella di rimuovere  la ghiandola e di eseguire la ricostruzione senza cicatrici, mantenendo la radicalità oncologica. Le tecniche di immunofluorescenza, invece, attraverso l’iniezione del colorante vitale verde di indocianina,  saranno impiegate nel reperimento di piccole lesioni e del linfonodo sentinella permettendo al chirurgo una visione più nitida e diretta.

Tra gli specialisti che si sono succeduti la Dott. Paola Franzone, Direttrice della Struttura di Radioterapia e Coordinatrice del Gruppo Mammella, ha sottolineato che lo scopo principale della ricerca tecnologica in Radioterapia  è di migliorare l’indice terapeutico, attraverso un aumento della precisione dell’erogazione del fascio ed una minimizzazione dell’errore di centratura. Ciò concorre ad una riduzione dei volumi totali di irradiazione e del volume di organi sani sottoposti ad una dose tossica.

Presso la Radioterapia dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, l’installazione nel 2014 di un modernissimo acceleratore lineare ha aperto la via  dell’innovazione dei trattamenti radianti  per pazienti oncologici.

L’acceleratore lineare in questione, Elekta Synergy, consente l’effettuazione di trattamenti a guida d’immagine (IGRT) e ad alto gradiente di dose (radioterapia a modulazione di intensità, IMRT) grazie all’esecuzione di una TC on board che conferma giornalmente la correttezza del posizionamento del paziente e precisa l’eventuale movimento interno degli organi e ad un sistema di Treatment Planning  per radioterapia volumetrica. Il collimatore dotato di 160 lamelle consente  l’erogazione della dose su volumi altamente personalizzati e sagomati sull’anatomia del tumore da trattare. Il lettino di trattamento, del quale sono installati pochi esemplari in Italia, si può muovere nello spazio  con 6 gradi di libertà (3 rotazioni e 3 traslazioni), consentendo la correzione di anche minime discrepanze giornaliere del posizionamento del paziente e degli organi interni In tutte le direzioni.

Dopo questi  interventi, uniti a quelli di tutti gli altri professionisti coinvolti nel team (Dott. Vincenti e Dott. Guglielmini per l’Oncologia, Dott. Panizza e Dott. Ghiglione per la Chirurgia Plastica, Dott. Muni e Dott. Tommasi per la Medicina Nucleare, Dott. Barbero e Dott. Summa  per la Radiologia, Dott. Mariani  e Dott. Re per l’Anatomia Patologica, Dott. Trifoglio per la Ginecologia, Dott. Sterpone per la Psicologia, Dott. Polverelli per la Riabilitazione, Dott. Pagetto per la Nutrizione Clinica), è emerso chiaramente che il trattamento del tumore mammario richiede non solo il contributo dei singoli specialisti, ma che diventa fondamentale una collaborazione costante e coordinata con tempistiche e procedure ben definite.

Dal momento della diagnosi si delinea un vero e proprio “percorso”, il cosiddetto Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA).  Elemento cardine del PDTA è la centralità del paziente, con l’Azienda Ospedaliera che ruota attorno a lui, garantendo omogeneità di approccio in tutte le fasi della malattia.

A ribadire l’importanza della presenza e dell’applicazione del PDTA, l’Ingegner Roberta Bellini, Responsabile Accreditamento e Qualità e Controllo di Gestione ha illustrato in modo semplice e sintetico il percorso diagnostico-terapeutico utilizzato all’interno dell’Azienda Ospedaliera presentando anche alcune importanti novità. In particolare nel prossimo futuro l’obiettivo sarà quello di coinvolgere nella stesura del PDTA  la paziente stessa, cercando di renderle più comprensibile  la sua condizione clinica e, come scrive una donna che ha affrontato questo problema, “preparandola e condividendo con lei quello che sarà il futuro, con una chiarezza che è preziosa  per chi si trova ad affrontare una patologia oncologica connessa a molte paure”.

Sempre nella stessa serata è stato l’opuscolo “Perché la voglia di vivere voli più in alto della paura” il vademecum ideato dall’Associazione BIOS (Associazione donne operate al seno), manuale di informazioni pratiche edito grazie ai contributi di tutti gli specialisti del Gruppo Interdisciplinare Tumori della Mammella e che le donne dell’Associazione BIOS, che hanno già affrontato questo difficile percorso, hanno pensato per altre donne, allo scopo di accompagnarle in alcuni momenti di una malattia. La BIOS opera da oltre vent’anni in Provincia di Alessandria e attivamente all’interno dell’Azienda Ospedaliera: qui il contributo dell’Associazione va dalla distribuzione delle colazioni presso il Day-Hospital onco-ematologico al supporto di iniziative culturali, all’acquisto di  materiale di vario genere. A questo proposito contestualmente alla presentazione del vademecum l’incontro è stata anche l’ occasione per inaugurare tre televisori, quattro monitor e quattro porta-riviste, acquistati proprio grazie al contributo della BIOS.

 

Non è mancata nella serata anche una parte più “ accademica”. Ospiti dell’incontro sono stati anche il Prof Andrea Decensi, Direttore Oncologia, Ospedale Galliera di Genova e la Prof. Alessandra Gennari, Direttore Oncologia  dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria  Maggiore della Carità di Novara che hanno sottolineato le novità terapeutiche in ambito oncologico nel trattamento del  tumore della mammella. Dalle parole di entrambi è emersa, da un lato, una reale collaborazione tra la nostra Azienda e le loro Strutture, dall’altro anche la possibilità di potere accedere a studi clinici e a trattamenti innovativi, anche nell’ambito di sperimentazioni cliniche.

Insomma una serata che ha lasciato alle donne colpite da questa malattia la speranza che la ricerca, unita al lavoro quotidiano e in equipe di tanti professionisti, “facciano rimanere a terra la paura e volare sempre più in alto la voglia di combattere e di vivere”, anche trovando sul territorio quello di cui hanno necessità.

 

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