Ricerca Scientifica

Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione AO AL

Nel 2020 con il riassetto aziendale e l’introduzione del nuovo atto è stato introdotto il Dipartimento delle Attività Integrate Ricerca e Innovazione, che opera per individuare e promuovere sinergie tra la ricerca scientifica e l’attività assistenziale, avendo quale obiettivo prioritario il miglioramento dello stato di salute del cittadino, attraverso il percorso di riconoscimento verso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, la sinergia con l’Università degli studi del Piemonte Orientale e l’integrazione con l’ASL AL.

Ad esso afferisce il Dipartimento transmurale del Mesotelioma e Patologie Ambientali dell’ASL AL.

Coordina le “unit disease” per lo sviluppo dell’assistenza e della ricerca, i gruppi di lavoro multidisciplinari aziendali orientati alla ricerca, formazione e innovazione. In particolare si interfaccia in modo diretto con le strutture sanitarie interessate, e con figure professionali anche appartenenti a dipartimenti diversi, per garantire il coordinamento e la gestione delle attività riguardanti la formazione, la ricerca e la comunicazione, mettendo a disposizione dei professionisti strumenti, procedure, competenze e supporto metodologico, garantendo piena autonomia nei connessi processi attraverso i vari settori che lo costituiscono.

Infrastruttura Ricerca Formazione Innovazione AO AL

L’Infrastruttura Ricerca Formazione Innovazione (IRFI) opera all’interno del Dipartimento Attività Integrate Ricerca Innovazione per promuovere, organizzare e coordinare le attività di ricerca e formazione degli operatori, secondo i modelli evidenziati dalla letteratura.

Avviata nel 2011, ha visto un percorso di evoluzione che ha consentito l’impulso delle attività correlate alla produzione scientifica e delle attività di ricerca, permettendo il consolidamento della missione di ricerca accanto a quella di assistenza, fino alla delibera regionale che nel 22 marzo 2019 ha dato avvio al percorso di riconoscimento a IRCCS specializzato nelle patologie ambientali e il mesotelioma.

Svolge attività di coordinamento e segreteria del Comitato Scientifico per la Ricerca e l’Innovazione.

Gestisce il Fondo per la Ricerca e le attività conseguenti all’accordo stiipulato con la Fondazione Solidal.

 

rendicontazione

Giornata Scientifica Internazionale – 24 Giugno 2021

‘Attività Integrate Ricerca e Innovazione: il ruolo delle reti’ è il titolo della XIV giornata scientifica dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, iniziativa che si svolge il prossimo 24 giugno in versione completamente virtuale, dalle 14,30. L’appuntamento, nato ormai quasi dieci anni fa da un’idea di Antonio Maconi, Direttore Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, nella sua versione estiva è stato da sempre caratterizzato da un respiro internazionale, per fare il punto sulle numerose reti di collaborazione che le strutture del DAIRI stanno realizzando, anche ai fini del percorso verso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Numerosi gli aspetti che saranno affrontati, con ospiti di livello nazionale ed internazionale, che faranno il punto su tematiche di attualità e nell’ottica delle direttrici della ricerca del DAIRI: la ricerca epidemiologica, infermieristica, traslazionale, manageriale.

Integrazione è la parola chiave come fattore di successo per ricerca e innovazione, alla luce dei programmi di finanziamento della Commissione Ue: la giornata, dopo i saluti istituzionali, sarà proprio aperta da una relazione dell’Ing. Andrea Rubini, Director of Operations Water Europe, dedicata a ‘Il Networking per la ricerca nell’era della transizione verde e digitale Europea: il ruolo delle reti e delle piattaforme tematiche’. Aderire e promuovere consorzi di ricerca fra imprese e istituzioni, europee e non, rappresenta una azione fondamentale, come dimostra il progetto SCENARIOS, promosso e coordinato dal DISIT – in sinergia con il DAIRI – selezionato nell’ambito del programma EUHorizon 2020 finalizzato a contribuire all’obiettivo Green Deal europeo verso “l’ambizione di inquinamento zero per un ambiente libero da sostanze tossiche”.
Le aree di collaborazione e di ricerca tra DISIT e Azienda Ospedaliera saranno un altro dei punti trattati, con la moderazione della dott.ssa Annalisa Roveta, dirigente biologo IRFI-DAIRI, a partire dalle potenzialità dei laboratori del DISIT, con particolare riferimento all’area dell’informatica, che negli anni ha sviluppato strumenti e metodologie di machine learning e intelligenza artificiale: collaborazione che ha permesso, ad esempio nel periodo della pandemia, di strutturare modelli sui pazienti ospedalizzati Covid. Altro esempio è la digitalizzazione di alcune linee guida, tra cui quella dei tumori cutanei, che è anche una delle campagne di raccolte fondi sostenute da Solidal per la ricerca, la Fondazione aziendale a sostegno della ricerca. A parlarne in dettaglio il gruppo di Informatica del DISIT (direttore da Leonardo Marchese): Prof.ssa Giuliana Franceschinis, Prof.ssa Stefania Montani, Dr Luca Piovesan, Prof. Paolo Terenziani.
Daniele Mandrioli, Direttore del Centro di ricerca “Cesare Maltoni”, Istituto Ramazzini e Alessandro Marinaccio, Responsabile Laboratorio di Epidemiologia Occupazionale ed Ambientale INAIL, Responsabile Registro Nazionale Mesoteliomi sono i relatori che affronteranno lo stato della ricerca in epidemiologia con un focus sull’asbesto, attività svolta in collaborazione con il Centro Sanitario Amianto, afferente all’ASL AL e inserito nel DAIRI. A moderare la sessione la Dott.ssa Marinella Bertolotti, dirigente biologa Epidemiologia Clinica e Biostatistica IRFI-DAIRI.
Sulla ricerca infermieristica, interverranno il Prof. Ercole Vellone, Università Tor Vergata, Roma e la Prof.ssa Barbara Riegel, University of Pennsylvania, esperti di fama internazionale sulla linea di ricerca italiane sul self – care, modello sviluppato anche dal gruppo che afferisce all’Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie del DAIRI, uno dei pochi centri così istituzionalizzati in Italia (referente e moderatore della sessione la dott.ssa Tatiana Bolgeo).

Per quanto attiene l’area della medicina traslazionale, il Prof. Marco Invernizzi, Dipartimento Attività Integrate Ricerca Innovazione, AO AL e il Prof. Stefano Carda, CHUV – Centre hospitalier universitaire vaudois, Lausanne affronteranno le tematiche della ricerca riabilitativa, mentre la Dr.ssa Sara Testoni, Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” – IRST IRCCS focalizzerà l’attenzione sul gap formativo, nazionale ed europeo, legato alla formazione delle figure dedicate alla ricerca, coordinatori della ricerca e datamanager, inserendo in una prospettiva internazionale la positiva esperienza del Master di I livello in “Data Management e Coordinamento delle Sperimentazioni Cliniche”, realizzato grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale e l’Azienda Ospedaliera di Alessandria e con il patrocinio del Gruppo Italiano Data Manager. Questa ultima sezione sarà moderata dalla dr.ssa Marta Betti, Referente Clinical Trial Center e Grant Office IRFI-DAIRI.
La giornata evidenzia quindi alcuni aspetti di eccellenza che il DAIRI sta realizzando ai fini del percorso IRCCS, sottolineando le collaborazioni con l’ASL AL e il DISIT, partner “storico” dell’Azienda Ospedaliera, che vede progettualità che i ricercatori UPO e AO AL stanno realizzando insieme ormai da anni.

La Giornata Scientifica Internazionale del 24 Giugno 2021 si terrà interamente in versione online sulla Piattaforma Teams.

Per partecipare: https://bit.ly/3grlbtc

Per informazioni: marta.betti@ospedale.al.it

Il valore della rete, il valore della conoscenza condivisa, il valore del gruppo. C’è questo, e molto altro, nella decisione dell’azienda ospedaliera di Alessandria di partecipare alle piattaforme, alle reti transnazionali e alle filiere settoriali europee. Se è una condizione indispensabile per accedere ai finanziamenti europei, lo è altrettanto per stabilire relazioni collaborative anche con realtà che, solo apparentemente, possono sembrare distanti dall’attività clinica. La XIV giornata scientifica dell’azienda ospedaliera di Alessandria, intitolata ‘Attività Integrate Ricerca e Innovazione: il ruolo delle reti’,  appuntamento nato ormai quasi dieci anni fa da un’idea di Antonio Maconi, direttore del Dipartimento attività integrate ricerca e innovazione (DAIRI), sarà aperta da una relazione di Andrea Rubini, Director of Operations Water Europe (associazione che riunisce i diversi stakeholder nel settore dell’acqua), dedicata a ‘Il Networking per la ricerca nell’era della transizione verde e digitale Europea: il ruolo delle reti e delle piattaforme tematiche’.

Quella di Alessandria è l’unica azienda ospedaliera presente in questa rete e rappresenta un valore aggiunto proprio per l’apporto di carattere clinico che può assicurare. «Da decenni il pianeta sta perdendo moltissima biodiversità ed è un fronte di ricerca e di progettazione, per preservarla, per il quale sono fondamentali tutte le conoscenze disponibili. L’azienda di Alessandria – spiega Rubini – apre, grazie alla sua presenza nella rete, nuovi orizzonti. In Water Europe abbiamo creato una rete dedicata ad acqua e salute pubblica all’interno della quale l’azienda alessandrina ha un ruolo importante (nello specifico Water & Public Health e Contaminant of Emeerging Concern)». L’acqua, insieme all’energia e alla comunicazione, ha rappresentato «uno dei servizi essenziali nell’epoca della prima pandemia da coronavirus, ma è proprio sull’acqua che si continua a registrare una costante confusione, a partire – afferma Rubini – dalla differenza fra il costo e il valore dell’acqua. Il ruolo delle reti e delle piattaforme tematiche è essenziale per imprimere una svolta sociale, economica e sul fronte della salute».

Rubini, classe 1956, ha conseguito un Master in Ingegneria delle risorse idriche e vanta oltre 30 anni di esperienza internazionale nel settore dell’acqua e dell’energia, negli impatti legati al cambiamento climatico in aree urbane e industriali e negli ecosistemi. Ha trascorso gli ultimi 20 anni nel contesto di lobbying europeo a più livelli a Bruxelles, dove ha acquisito una profonda conoscenza delle politiche e dei programmi di finanziamento dell’Unione europea in materia di ricerca e innovazione.

Nell’intenso programma della Giornata scientifica in programma il 24 giugno, ‘Attività Integrate Ricerca e Innovazione: il ruolo delle reti’, appuntamento, nato ormai quasi dieci anni fa da un’idea di Antonio Maconi, direttore del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, uno spazio è riservato al self-care, inteso «come processo di autocura nell’ambito del paziente e dei familiari» spiega Tatiana Bolgeo che dal 2018 coordina l’Unità di ricerca delle professioni sanitarie (Urps). L’obiettivo dell’Urps è attivare competenze specifiche in ambito metodologico e creare «un luogo di riferimento per le problematiche, le criticità e anche i successi, strettamente integrati e correlati all’organizzazione infermieristica stessa, fulcro e centro dell’azione dei professionisti sanitari». Quella di Alessandria è una delle cinque Unità di ricerca per le professioni sanitarie in Italia, impegnata «a sviluppare conoscenze specifiche per migliorare l’assistenza al paziente e il rapporto con i suoi familiari, con una ricaduta positiva in termini di cura sull’intera comunità» come sottolinea ancora Bolgeo (un dottorato di ricerca in scienze infermieristiche e sanità pubblica e una esperienza professionale tutta interna all’ospedale del capoluogo, dalla geriatria dove ha iniziato a lavorare, alla chirurgia e infine alla neurologia).

Il tema sarà al centro di due interventi: “Linee di ricerca italiane sul self-care” di Ercole Vellone dell’Università di Roma “Tor Vergata”; “The middle theory of self-care in chronic illness: news and updates” di Barbara Riegel dell’Università della Pennsylvania. «I due contributi – spiega Tatiana Bolgeo – approfondiranno e analizzeranno il processo che ha come unico obiettivo il miglioramento della qualità della vita del paziente. Un processo in cui svolge un ruolo decisivo anche il caregiver, colui che si prende maggiormente cura della persona malata in modo informale». Il modello è stato messo a punto negli Stati Uniti d’America proprio con Barbara Riegel e poi è stato progressivamente esportato nel mondo. Negli anni duemila è stato formalizzato il ruolo dei professionisti della salute nel processo di self-care, con le attività che sono state estese alla sfera psicologica, sociale e spirituale. «Il self-care – precisa ancora Tatiana Bolgeo – comprende tre dimensioni: maintenance, management, confidence. La prima riguarda i comportamenti volti a migliorare il benessere e mantenere la salute (praticare attività fisica, aderenza alla terapia), la seconda si concentra sui comportamenti di sorveglianza di segni e sintomi della malattia (per esempio: monitoraggio della pressione arteriosa, della glicemia, controllo della cute peristomale); infine la terza è relativa ai comportamenti di gestione di segni e sintomi della malattia». In tutto questo il ruolo primario è dell’infermiere, oltre ovviamente al medico, perché è l’interfaccia sia del paziente, sia dei familiari.
Cosa significa, in concreto, il self-care nelle malattie croniche? «Siamo di fronte a un percorso in cui sono seguiti, in parallelo, il paziente e il familiare che lo seguirà. Nello specifico, dopo un incontro con il medico, naturalmente, il caregiver viene preso in carico dall’infermiere. Nel corso di una serie di colloqui viene spiegato il percorso clinico e di cura del paziente e cosa deve essere fatto una volta che sarà dimesso. Il rapporto non si esaurisce, infatti, all’atto dell’uscita dall’ospedale, ma prosegue per tre, sei anche nove mesi, in base al tipo di cronicità. L’infermiere instaura un rapporto scandito da incontri, telefonate, massima disponibilità nel dare sempre una risposta. L’iniziativa è purtroppo stata rallentata dallo scoppio della pandemia, ma gli incontri si sono comunque svolti online. Anche la telemedicina ci sta aiutando, è un metodo di coinvolgimento che sta dando importanti risultati. Fra i progetti avviati, ricordo quello di Cardiologia intitolato “Hearts-in-dyads: valutazione del Self Care nella diade dei pazienti affetti da coronaropatia ischemica” che è stato premiato, nell’ambito della ricerca infermieristica, con il riconoscimento dedicato a Maria Rosa Monaco e cofinanziato da Solidal per la Ricerca».

L’Urps fa capo al Dipartimento attività integrate ricerca e innovazione (Dairi), diretto da Antonio Maconi. La giornata che si svolge il 24 giugno, dalle 14.30, in versione completamente virtuale, evidenzia alcuni aspetti di eccellenza che il Dairi sta realizzando ai fini del percorso Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico), sottolineando le collaborazioni con l’Asl Al e il Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) dell’Università del Piemonte Orientale, partner storico dell’azienda ospedaliera, che vede progettualità che i ricercatori dell’Ateneo e dell’ospedale stanno realizzando insieme da anni.

Sviluppo integrato dei laboratori, progettualità comuni, informatica e bioinformatica, nuove metodologie nella gestione dei dati. C’è un mondo di tecnologia e di ricerca nel rapporto fra l’azienda ospedaliera di Alessandria e il Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) dell’Università del Piemonte Orientale. Un rapporto iniziato molti anni fa e che sta accompagnando, insieme ad altri protagonisti, il percorso verso il riconoscimento dell’Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) per mesotelioma e patologie ambientali. La XIV giornata scientifica dell’azienda ospedaliera di Alessandria, intitolata ‘Attività Integrate Ricerca e Innovazione: il ruolo delle reti’ e che si svolgerà il 24 giugno in versione completamente virtuale, dalle 14.30, accenderà i riflettori anche sul Disit. L’appuntamento, nato quasi dieci anni fa da un’idea di Antonio Maconi, Direttore del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (Dairi), nella versione estiva è stato da sempre caratterizzato da un respiro internazionale per fare il punto sulle numerose reti di collaborazione che le strutture del Dairi stanno realizzando. Numerosi gli aspetti che saranno affrontati nell’ambito delle direttrici del Dipartimento: ricerca epidemiologica, infermieristica, traslazionale, manageriale.


Le aree di collaborazione e di ricerca tra Disit e azienda ospedaliera saranno affrontate da alcuni interventi, moderati da Annalisa Roveta, dirigente biologo Irfi-Dairi, a partire dalle potenzialità dei laboratori del Disit, con particolare riferimento all’area dell’informatica che negli anni ha sviluppato strumenti e metodologie di machine learning e intelligenza artificiale. Una collaborazione che ha permesso, per esempio, nel periodo della pandemia di strutturare modelli sui pazienti covid ricoverati in ospedale. Un altro esempio è la digitalizzazione di alcune linee guida, tra cui quella dei tumori cutanei, che è anche una delle campagne di raccolte fondi sostenute da ‘Solidal per la ricerca’, la Fondazione aziendale a sostegno della ricerca. Gli interventi saranno a cura del gruppo di Informatica del Disit: Giuliana Franceschinis, Stefania Montani, Luca Piovesan, Paolo Terenziani. «Il machine learning è stato sviluppato da decenni e rappresenta alcuni dei punti di forza assoluti. La gestione dati, la sicurezza dei dati, l’informatica medica, le linee guida in area medico sanitaria e lo sviluppo di applicazioni con accesso a banche dati per la gestione di pazienti in ambiti diversi (penso per esempio a informatica e disabilità) sono solo alcuni dei molteplici fronti che ci vedono impegnati» osserva Leonardo Marchese, direttore del Disit. Le nuove applicazioni potranno guidare meglio il medico nella fase diagnostica e di cura grazie ai dati raccolti sul paziente, organizzati e resi disponibili in un modo efficace e di immediato uso. Alcune progettualità sono in corso di sviluppo nel campo oncologico e chirurgico. «Fra gli obiettivi condivisi – prosegue – c’è poi quello dei laboratori di ricerca integrati. L’azienda ospedaliera ha i laboratori per la diagnostica, noi quelli per la ricerca e la didattica. L’unione delle forze, anche individuando nuovi spazi in cui collocare fisicamente le strumentazioni necessarie, consentirà di accelerare lo sviluppo di nuove progettualità». La base c’è ed è solida. È quella rappresentata dalle strutture esistenti e da quanto è già stato messo in comune sul piano della ricerca. «La sfida di oggi, ma soprattutto di domani, è quella della ricerca preclinica» aggiunge Annalisa Roveta.


I fronti aperti sono davvero parecchi. C’è quello del sequenziamento genomico che vede impegnate insieme la Microbiologia dell’azienda ospedaliera e quella del Disit con la massiccia discesa in campo della bioinformatica, oppure quello della risonanza magnetica. «Questo è un fronte su cui puntiamo molto perché – sottolinea Leonardo Marchese – il nostro è uno dei centri di riferimento certificati dalla Regione Piemonte. L’attività si indirizza su studi clinici e preclinici e utilizza fluidi e tessuti biologici». La Risonanza magnetica nucleare è la tecnologia più avanzata a disposizione dei ricercatori per studiare gli aspetti strutturali delle molecole e apre nuovi fronti di ricerca come quello della biochimica.

 

DISCOVER THE CHILDREN’S HOSPITAL WITH THE VIRTUAL TOUR

The virtual tour is a faithful 360° reconstruction of three floors of the Children’s Hospital “Cesare Arrigo”.

In order to discover the various areas, just go forward/back/right/left in space by clicking on the floor (like Google Street View).

In order to see the in-depth videos, click on the orange tags: they will open automatically from the YouTube channel of the Hospital of Alessandria

 

GROUND FLOOR

  • History of Children’s Hospital “Cesare Arrigo” (on the right)
  • Open Day of Hirschsprung’s Disease (on the left- 2 videos)
  • Outpatient Plate (in the middle of the corridor, on the left)
  • Pediatric Surgery Consultation Room (in the middle of the corridor, on the left)
  • Radiological Plate (on the opposite side of the tag about the history of children’s hospital at the end of the corridor, proceed over the right door)
  • Accident and Emergency Department (to the right of radiology, walk down the corridor to the bottom and to turn right)

 

FIRST FLOOR

  • Operating room
  • Pediatric Surgery Ward (on the opposite side of the tag about the operating room)
  • Meeting room (proceeding in the corridor, on the left)
  • Medical room (proceeding in the corridor, on the left)
  • Nursing room (turning the corner, to the left)
  • Ward room (in front of the nursing room)
  • Waiting room (in the end of the warm, where is the aquarium)

 

SECOND FLOOR

  • Day Hospital
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