Medical Humanities

Le radicali alterazioni dello scenario, dal punto di vista delle innovazioni in campo tecnologico, fino alle più recenti scoperte nel campo della genomica e dell’immunologia, hanno generato anche una profonda trasformazione in medicina.

Se da una parte, infatti, la Evidence-Based Medicine ha consolidato il paradigma di una medicina basata sulle prove di evidenza fornendole quindi lo statuto epistemologico di scienza esatta, dall’altra è in atto un processo per cui l’azione terapeutica è sempre più concepita come “atto integrato”, come punto di convergenza e campo di applicazione di cognizioni non solo strettamente mediche, ma anche di carattere psicologico, filosofico ed etico.

Le Medical Humanities sono quindi il luogo in cui la medicina non solo rafforza i propri rapporti con le scienze sociali e comportamentali (sociologia, psicologia, diritto, economia, storia, antropologia culturale), ma rappresentano il dialogo con la filosofia morale (bioetica e teologia morale) e con gli apporti delle arti espressive. Pertanto si pongono non in contraddizione con l’Evidence Based Medicine (EBM) – come alcuni approcci tendono ad enfatizzare – ma ne costituiscono l’essenza, come ha ben sottolineato il fondatore David L. Sackett, che l’ha definita “l’uso esplicito e coscienzioso delle migliori prove scientifiche nel prendere decisioni nella pratica medica”, sempre secondo Sackett “la EBM costituisce un approccio alla pratica clinica dove le decisioni cliniche risultano dall’integrazione tra l’esperienza del medico e l’utilizzo coscienzioso, esplicito e giudizioso delle migliori evidenze scientifiche disponibili, mediate dalle preferenze del paziente”.

 

«L’umanesimo medico è diventato quasi un luogo in cui si concentra la salvezza, destinato ad assolvere quelli che vengono vissuti come i ‘peccati’ della medicina moderna. La lista di questi peccati è lunga, varia e spesso contraddittoria: superspecializzazione; tecnicismo; eccessiva professionalizzazione; insensibilità ai valori personali e socioculturali; restringimento del ruolo del medico; troppo ‘curare’ e poco ‘prendersi cura’; insufficiente attenzione alla prevenzione, alla partecipazione del paziente e alla sua educazione; troppa scienza; non abbastanza arti liberali; troppo incentivo economico; una mentalità da ‘scuola commerciale’; insensibilità per i poveri e per gli emarginati nella società; eccessiva medicalizzazione della vita quotidiana; carenze nella comunicazione verbale e non verbale».

 

L’Azienda Ospedaliera ha ritenuto strategico dare avvio a un percorso di promozione, sostegno e potenziamento della ricerca nel settore delle Medical Humanities attraverso l’istituzione del Centro Studi, denominato “Centro Studi Spedalità Cura e Comunità per le Medical Humanities (CSCC)”, strutturato nell’Infrastruttura Ricerca, Formazione e Innovazione – diretta dal Dr. Antonio Maconi – con sede operativa presso il Centro Documentazione Aziendale.  La sua missione è l’approfondimento degli studi delle Medical Humanities, favorirne la conoscenza nella pratica clinica quotidiana e il loro insegnamento con la consapevolezza che esse tendono allo studio di tutte le forme che definiscono il rapporto fiduciario tra medico e paziente.

 

Poiché poi la buona cura si realizza in primis attraverso una relazione efficace con il paziente, fatta di ascolto del suo mondo e della sua storia, all’interno di questo percorso dedicato alle Medical Humanities si inserisce anche il concorso letterario e iconografico di medicina narrativa “Racconto la mia cura” che si pone l’obiettivo di dare spazio a chi si è confrontato con la malattia, raccogliendo i racconti di coloro che ne hanno vissuto in maniera diretta l’esperienza, dei loro familiari e degli operatori sanitari coinvolti nel percorso di cura. L’iniziativa, giunta alla sua III edizione, è organizzata dall’Azienda Ospedaliera in collaborazione con  con l’Associazione Amici della Biblioteca dell’Ospedale di Alessandria, il Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities, la Biblioteca Civica di Alessandria e l’Azienda Speciale Multiservizi Costruire Insieme, e con il Patrocinio dell’AIB.

 

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