Giovanna Baraldi – Direttore Generale

Azienda Ospedaliera: Presentazione della Terapia Intensiva e della nuova Area di Oculistica

Presentazione dei nuovi locali del Poliambulatorio di Oculistica oggi pomeriggio nell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, alla presenza di numerose autorità, operatori sanitari, associazioni e cittadini coinvolti.
Una opera di riorganizzazione che ha consentito di arrivare alla presentazione di oggi per una disciplina che, come ha illustrato Daniela Dolcino, direttore della struttura di Oculistica, “svolge un’attività ambulatoriale molto intensa e variegata. Solo nel 2017 sono state eseguite oltre 20.000 prestazioni ambulatoriali articolate in 18 ambulatori di secondo livello destinati alla diagnostica, alla parachirurgia laser o propedeutici alla chirurgia.
A questi ambulatori di secondo livello afferiscono pazienti provenienti dalla fascia oraria di DEA che viene svolta dai medici dell’oculistica tutti i giorni dell’anno, dai grandi screening sistematici della Retinopatia del Pretermine, dell’Ambliopia, della Retinopatia diabetica, ma soprattutto dal neonato ambulatorio “tempo zero”. Nel 2017 infatti, a fronte di una crescente richiesta l’Azienda ha avviato l’accesso diretto in Oculistica azzerando i tempi d’attesa per prima visita oculistica”.
I nuovi locali danno ora la certezza di una risposta di tempo e luogo a numerosi pazienti, che prima avevano maggiore dispersione nei locali aziendali, oltre che a maggiore confort.
L’apertura della nuova Terapia Intensiva polivalente rappresenta il naturale completamento del progetto avviato con il blocco operatorio e la risposta che l’Azienda dà al mutare del fabbisogno qualitativo e quantitativo dei posti letti in una moderna Terapia Intensiva. L’innovamento è particolarmente teso alla sicurezza dei pazienti, all’efficientamento dei processi diagnostico-terapeutici e all’umanizzazione delle cure intensive. E oltre alle innovazioni tecnologiche, la nuova Terapia Intensiva presenta anche innovazioni in campo strutturale, come spiega Fabrizio Racca, direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione: “Si tratta di una struttura più vicina al DEA ed è attigua al nuovo blocco operatorio; ha spazi più ampi; ha la possibilità di isolare i malati; ci consentirà in futuro di aprire quattro nuovi posti letto, passando dagli attuali 10 a 14 posti letto. Infine le caratteristiche strutturali della nuova Terapia Intensiva permetteranno anche di progredire col programma di umanizzazione volto ad aumentare la qualità di vita dei pazienti e dei loro parenti. Potremo, infatti, andare avanti col modello di una terapia intensiva aperta ai parenti per la maggior parte della giornata, il che comporterà grandi vantaggi psicologici sia per i pazienti che per i loro congiunti”. A fine maggio-inizio giugno è previsto l’ingresso dei malati nella nuova Terapia Intensiva del secondo piano e la momentanea chiusura della Terapia Intensiva del settimo piano.
A seguire, il Direttore Generale Giovanna Baraldi ha illustrato il Bilancio Sociale e di Missione 2015-2018 dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, insieme ad alcune testimonianze che hanno evidenziato gli sforzi per la riorganizzazione, il metodo utilizzato e i risultati raggiunti in questi tre anni. Un impegno complessivo che ha visto una generale riorganizzazione degli spazi, a partire dalla mappatura e dall’analisi degli spazi, dei processi e dei percorsi che da una gestione verticale delle risorse ha condotto a una condivisione e ottimizzazione delle stesse con un conseguente miglioramento dell’accessibilità e una diminuzione dei tempi di attesa. Risulati che hanno consentito di aprire nuovi spazi ambulatoriali, come il Santa Caterina, il Ghilini e oggi l’Oculistica, tutti più accoglienti e in un’ottica di ottimizzazione di risorse e personale. Giovanna Baraldi ricorda: “Siamo di fronte a risultati straordinari, resi possibili anche da importanti investimenti in tecnologie, quasi dieci milioni di euro in tre anni; in termini di produzione abbiamo raggiunto un valore complessivo di circa 150 milioni di euro solo nel 2017, con un incremento di circa 14 milioni di euro, che in termini di salute significa un incremento di servizi erogati nel triennio”.
La tavola rotonda ha visto la presenza del Sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco, del prof. Elio Borgonovi del Cergas e dell’Assessore Antonio Saitta.
Cuttica ha sottolineato: “Ho potuto presenziare a numerosi appuntamenti e ho visto un Ospedale in continua evoluzione, ma soprattutto la forza propulsiva è l’elemento umano: ciò che emerge sono le persone, i loro sorrisi, la loro forza. Il bilancio evidenzia il grande impegno profuso da tutti per un deciso rilancio dell’Azienda Ospedaliera”
Borgonovi, da profondo conoscitore dei sistemi sanitari, ha posto in evidenza: “Il cambiamento è partito dalle persone come operatori e dagli stessi pazienti. L’obiettivo è quello di consolidare la fiducia dei cittadini verso questa Azienda. Il Bilancio raccoglie le buone pratiche, ma dopo il bilancio bisogna organizzare iniziative per mantenere forte la determinazione emersa”.
L’Assessore Saitta, nel concludere i lavoro, nel plaudire il lavoro realizzato, con determinazione e sobrietà, ha dato una lettura di prospettiva sul futuro: “Le premesse per questa Azienda sono positive, l’obiettivo è quello di una sempre più stretta integrazione con il territorio e con gli altri ospedali per fare sì che la rete sia davvero al servizio del paziente: conosciamo la gerarchizzazione degli ospedali e da lì dobbiamo partire. Gli obiettivi che abbiamo dato non sono solo economici, ma sono di salute. Abbiamo fatto delle scelte e da quelle non dobbiamo tornare indietro: crediamo nelle competenze e per questo lavoriamo in collaborazione con l’Università”.

La Fondazione Uspidalet Onlus ha raggiunto un altro importante obiettivo, il secondo dall’inizio del 2018.  E’ stata infatti inaugurata un’apparecchiatura di ultimissima generazione – EBERCRYO 2 oggi, a disposizione di tutti i pazienti che si rivolgono alla Struttura di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Ospedale di Alessandria. Viene utilizzata per la criobiopsia polmonare transbronchiale, una metodica diffusa in pochi centri pneumologici in Italia e nel mondo che permette di ridurre i tempi di degenza dei pazienti, evitando il ricorso all’intervento chirurgico, con notevole risparmio economico e minori disagi.

L’acquisto della strumentazione – valore 21.500 euro – è stata possibile grazie al progetto POLMONI SOTTO ZERO promosso dalla Fondazione Uspidalet che, nella primavera dello scorso anno, ha lanciato una campagna di raccolti fondi. All’appello hanno risposto molti benefattori, ma l’importo necessario è stato raggiunto grazie all’organizzazione di una partita di calcio a scopo benefico, disputatasi sul campo del “Silvio Piola” di Vercelli tra la Pro Vercelli e il Casale Calcio.

E’ stata la presidente Alla Kouchnerova Palenzona a esprimere il più sincero compiacimento per questo prestigioso traguardo che ha voluto condividere con tutti gli “amici” della Fondazione Uspidalet: “Siamo riusciti a dotare il nostro ospedale, uno dei pochi in Italia, di un’altra apparecchiatura di altissima tecnologia, unica in Piemonte. Abbiamo lavorato intensamente e la soddisfazione è grandissima così come la riconoscenza nei confronti di tutti coloro che ci hanno aiutato anche in questa “avventura”. In primo luogo ci tengo a sottolineare l’impegno del nostro socio onorario Paolo Arrobbio che è stato il promotore e l’organizzatore della partita di calcio benefica, coinvolgendo con il suo entusiasmo e la sua passione tanti donatori casalesi che, particolarmente sensibili alle patologie dell’apparato respiratorio, hanno risposto con grande generosità. Un grazie sincero alla Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio, per il significativo contributo, ai manager e ai giocatori delle società Pro Vercelli 1892 e FBC Casale 1909 che hanno dimostrato grande spirito di solidarietà sportiva, a tutti i donatori che hanno voluto offrire il proprio contributo a questa causa, agli spettatori della partita. Ringrazio per l’efficienza la Commissione Acquisti della Fondazione e la sua presidente Cristina Accatino, il personale e tutti i volontari. E’ stato un perfetto “gioco di squadra” che ci ha permesso di rendere un importante servizio ai pazienti che usufruiranno dei benefici derivanti dall’utilizzo di questa innovativa apparecchiatura”.

Il direttore della Struttura, Gabriele Ferretti ha illustrato le peculiarità della nuova attrezzatura “La criobiopsia polmonare transbronchiale, è una metodica molto innovativa, introdotta nella nostra Azienda Ospedaliera grazie al progetto della Fondazione Uspidalet: consente di prelevare, tramite una sonda che viene portata a livello del tessuto polmonare e raffreddata a – 90 gradi C per tre/quattro secondi, una porzione di tessuto utile per effettuare la diagnosi di malattia interstiziale senza sottoporre il paziente a biopsia chirurgica, con costi nettamente inferiori e minori disagi”.

Quali patologie e quali categorie di pazienti possono essere interessate a questo nuovo trattamento?

“Le pneumopatie interstiziali diffuse – ha precisato il dottor Ferretti – hanno un decorso cronico progressivo e rappresentano circa il 15% delle malattie respiratorie. Di queste la più diffusa è la fibrosi polmonare idiopatica, che colpisce prevalentemente soggetti adulti, con prognosi grave, paragonabile a quella delle neoplasie solide in stadio avanzato. Il recente avvento di nuovi farmaci che possono rallentare il progressivo avanzamento della malattia, impone una diagnosi istologica precisa e precoce, proprio come quella effettuata grazie al progetto “Polmoni sotto zero”.

Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, Giovanna Baraldi ha ribadito come la Fondazione Uspidalet rappresenti per l’Azienda Ospedaliera di Alessandria una grande opportunità di acquisizione di attrezzature di ultima generazione: “Nel campo delle patologie respiratorie, grazie al progetto della Fondazione Uspidalet possiamo rispondere al fabbisogno di salute di un territorio ampio, grazie a validissimi professionisti guidati dal dr. Ferretti. Con questo strumento potranno intervenire in modo ancora più puntuale nella diagnosi e rispondere ai bisogni dei nostri pazienti. Sono quindi particolarmente grata alla Fondazione e a tutti i donatori per questo ulteriore progetto insieme”.

Al termine della cerimonia, le autorità presenti hanno consegnato una targa fatta realizzare dalla Fondazione Uspidalet quale ricordo e ringraziamento per la preziosa collaborazione a Paolo Arrobbio, condirettore generale di Banco BPM Spa, a Giuseppe Coppo, presidente del Casale Calcio e a Fabrizio Rizzi, amministratore delegato della Pro Vercelli.

 

Un nuovo ambulatorio in Psichiatria

Dedicato alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività negli adulti, è svolto in collaborazione con ASL AL, ASL AT e UniTo

 

Dall’8 marzo è disponibile un nuovo ambulatorio nella Psichiatria dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria dedicato alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività negli adulti.  Si tratta di una patologia che insorge nei bambini in età evolutiva e che negli adulti è stata fino ad oggi sottodiagnosticata, conosciuta tra gli addetti ai lavori con il suo acronimo ADHD.

La patologia si caratterizza per tre sintomi principali: la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività, ai quali si associano sintomi di alterata regolazione emotiva, oltre che deficit nelle “abilità di comunicazione”. Tutto ciò provoca nei soggetti colpiti un grave disagio e  una compromissione del funzionamento nella vita di tutti i giorni.

All’ambulatorio, affidato al dr. Sergio Raffaelli, possono accedere i pazienti su invio del medico di medicina generale, dello specialista psichiatra o delle associazioni di pazienti e familiari, attraverso la prenotazione presso il Centro Unico di Prenotazione (CUP).

Le persone con ADHD riferiscono problemi a lungo termine a scuola, al lavoro, nella vita familiare e sociale, nelle attività ricreative e con l’organizzazione in generale: con l’attivazione dell’ambulatorio, si ritiene di poter intercettare potenziali pazienti, oltre che agevolare il passaggio tra i pazienti adolescenti e quelli adulti. Infatti, l’ADHD è un disturbo dell’età evolutiva che esordisce nell’infanzia e spesso persiste nell’età adulta, quando occorre effettuare una nuova rivalutazione diagnostica per identificare l’eventuale disturbo ad un livello clinicamente significativo.

L’ambulatorio, in linea con le indicazioni regionali, è Centro specialistico regionale di riferimento per la prescrizione dei farmaci approvati per il trattamento dell’ADHD per i soggetti in età adulta in stretta sinergia con i centri per l’età evolutiva; inoltre, la struttura di Psichiatria dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria è stata riconosciuta idonea ad assolvere a tale ruolo di riferimento per tutto il Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale, ossia per le Aziende ASL AL e ASL AT.

“Donare è meglio di Ricevere”

“Donare è meglio di Ricevere”
Programma di educazione alla salute e alla cultura della donazione con AIDO in partnership con ASO

Venerdì 2 marzo prende avvio presso l’Istituto Superiore “A. Volta” il progetto “Donare è meglio di Ricevere” nell’ambito del progetto di educazione alla donazione di AIDO Nazionale “Oggi a scuola imparo a Donare”.
Una sinergia tra l’Associazione Italiana Donatori Organi, Tessuti e Cellule, Sezione Provinciale di Alessandria e l’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, che si rinnoverà anche nel prossimo anno scolastico.
Il progetto è volto a prevenire malattie che potrebbero compromettere la salute dell’individuo fino alla necessità di un trapianto o essere ostative un giorno della donazione organi. AIDO e Azienda Ospedaliera di Alessandria nel corso di più incontri consiglieranno corretti stili vita per il benessere della persona. Si tratta di una proposta innovativa, unica nel suo genere in Italia.
Diciotto le classi individuate per l’avvio del progetto: sono le 2e e le 4e sia dell’istituto tecnico sia del liceo scientifico scienze applicate del Volta.
Il progetto è stato presentato questa mattina presso la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera alla presenza di Massimo Desperati, direttore Medico dei presidi, Nadia Biancato presidente AIDO Sezione Provinciale di Alessandria e della dirigente scolastica Maria Elena Dealessi e dalla prof. Antonella Riposio. Sono intervenuti Gabriele Ferretti, direttore della Struttura di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Gianfranco Pistis, direttore della Struttura di Cardiologia.
“L’Istituto Superiore “A. Volta” è impegnato in prima linea per una ricca e articolata azione di prevenzione verso le patologie cardio – respiratorie e polmonari, spesso acuite dalla messa in atto di comportamenti non sempre corretti. Gli interventi di AIDO e degli specialisti del locale nosocomio aiuteranno le classi coinvolte a comprendere corrette e sane forme di prevenzione contro il fumo, sensibilizzando altresì gli allievi sull’importanza di proteggere e preservare la propria salute, anche in un’ottica di diffusione della cultura della donazione” afferma la prof.ssa De Alessi.
A coordinare il complesso progetto sarà AIDO: nei mesi di marzo e aprile si prevedono, infatti, sei incontri per approfondire le patologie dell’apparato respiratorio al fine della prevenzione delle malattie arrecate dal fumo, due incontri plenari sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e dodici incontri per la sensibilizzazione alla cultura della donazione.
“Grazie alla partnership con l’Azienda Ospedaliera gli studenti saranno accompagnati in un percorso di conoscenza e consapevolezza: come poter comprendere il valore della donazione se non ha si ha rispetto per il proprio organismo? Conoscere i rischi che il fumo induce sulla salute è importantissimo per evitare la compromissione di organi vitali come i polmoni o il cuore. AIDO non solo promuove la donazione ma tra i suoi scopi ha la diffusione di buoni stili di vita per evitare l’insorgere di malattie che potrebbero essere superate solo con il trapianto. In ogni modo dobbiamo alleggerire le liste di attesa: sono 9.000 gli italiani in attesa di un trapianto. Promuovere buoni stili di vita va nella direzione del miglioramento della salute pubblica. Il progetto poi permetterà di individuare, in particolare tra i ragazzi delle classi 4e gli “AIDO Goodwill Ambassador”: con l’Istituto Superiore Volta avviamo un nuovo percorso che offrirà ai ragazzi che vorranno accostarsi al volontariato, dopo questo primo approccio, crediti formativi ma anche opportunità di formazione gratuita con AIDO su più materie quali comunicazione o public speaking. Coloro che si distingueranno, oltre a ricevere i crediti dalla scuola otterranno uno speciale encomio da AIDO nel corso di una cerimonia pubblica in occasione delle Giornate del Volontariato di fine maggio” afferma la presidente di AIDO Nadia Biancato.
Massimo Desperati, direttore medico dei Presidi Ospedalieri, ha ringraziato l’AIDO: “Siamo lieti di partecipare a questo progetto, contribuendo a trasmettere messaggi così rilevanti sia dal punto di vista della prevenzione, che per quanto riguarda l’aspetto della solidarietà”.
Ha ricordato Gianfranco Pistis, direttore della Cardiologia: “Già in passato abbiamo collaborato con l’Istituto Volta, per sensibilizzare i giovani verso un salutare stile di vita fin da ragazzi affinché vi sia la consapevolezza di come alcuni comportamenti possano compromettere il nostro organismo”. Anche Gabriele Ferretti, direttore delle Malattie dell’Apparato respiratorio, sottolinea l’importanza della prevenzione di corretti stili di vita: “Le evidenza scientifiche ci dicono che il fumo non è solo responsabile del tumore ai polmoni, ma anche della BPCO, una malattia cronica e invalidante molto diffusa anche in Italia, ancora troppo sottovalutata anche dagli stessi pazienti, che considerano normali la tosse cronica o difficoltà di respiro come sintomi comuni per un fumatore”
Il programma “Donare è meglio di ricevere” ripartirà con altre classi nell’anno scolastico 2018-2019 a partire da ottobre 2018.

14 febbraio: una giornata dedicata ai neoassunti

Si è svolta lo scorso 14 febbraio presso il Salone di Rappresentanza dell’Azienda Ospedaliera la “Giornata dell’Accoglienza”, iniziativa che ha coinvolto il personale assunto nel corso del 2017, per illustrare l’Azienda, la sua storia, gli obiettivi e la missione istituzionale, nello spirito di condivisione della conoscenza della propria Azienda, oltre che le procedure e gli obiettivi. Nel 2017 sono stati ben 185 i nuovi assunti, suddivisi tra 48 medici, 96 operatori dedicati alle professioni sanitarie, 21 operatori socio sanitari e 20 addetti del personale tecnico e amministrativo, con una età media di 34 anni. Un dato che abbassa l’età media (47 anni) dei 2437 dipendenti dell’Azienda Ospedaliera, che ogni giorno operano per la salute della popolazione delle province di Alessandria e Asti. In particolare, l’82% del personale è dedicato all’assistenza, mentre il restante 18% si occupa dei servizi che permettono ai clinici di stare vicini ai pazienti.

L’Azienda Ospedaliera continua ad operare per favorire il rinnovamento e il potenziamento dell’organico già avviato negli anni precedenti, come ha spiegato il Direttore Generale Giovanna Baraldi nel suo saluto introduttivo: “L’Azienda Ospedaliera è una struttura tra le più complesse e chiunque vi operi deve avere attenzione al paziente, consapevolezza del proprio ruolo, orgoglio e attenzione continua. Il servizio che viene erogato, anche da parte di chi non è vicino al paziente, è diretto a chi vive momenti di fragilità e difficoltà che vanno rispettati. La nostra Azienda, che è un riferimento regionale in termini di salute, si basa su di un sistema di regole condivise che noi stessi ci siamo dati per offrire ai nostri pazienti il miglior servizio possibile. Un benvenuto a tutto il nuovo personale, che possa essere stimolo per affrontare i cambiamenti organizzativi e le sfide che investono l’Azienda Ospedaliera”.  

L’incontro è stata l’occasione per presentare ai nuovi assunti l’organizzazione aziendale, le sue funzioni, con particolare attenzione al codice di comportamento, il sistema di regole che governa una organizzazione professionale come quella sanitaria che necessita di regole sul lavoro, sulla libera professione, sul rispetto e attenzione verso le risorse dell’Azienda.

Nuovo primario per la Pediatria del Cesare Arrigo

Dal primo gennaio la Pediatria dell’Ospedale Infantile di Alessandria è diretta da un nuovo primario: si tratta del Dr. Enrico Felici, nato ad Urbino, classe 1974, grande esperienza maturata principalmente presso l’istituto “G. Gaslini” di Genova dove ha avuto modo di sviluppare le sue competenze pediatriche ed in particolare le sue competenze in ambito gastroenterologico ed endoscopico pediatrico. Laureatosi a Pavia e specializzatosi a Genova, nel corso della sua formazione che ha compreso anche varie esperienze estere, il Dr. Felici ha collaborato con “opinion leader” della Pediatria nazionale e internazionale.

Sposato, padre di due figli, dal 2010 sino all’attuale nomina, il Dr. Felici ha lavorato presso la Pediatria e Patologia Neonatale dell’Azienda “Ospedali Riuniti Marche Nord” di Pesaro, dove ha avviato il servizio di gastroenterologia e nutrizione pediatrica,  nonché il centro per la diagnosi e cura della malattia celiaca. Una specifica competenza che permette di rispondere in modo eccellente ai piccoli pazienti che afferiscono all’Ospedale Infantile di Alessandria per questa patologia, che è stata recentemente riconosciuta come cronica. 

Dopo i primi trenta giorni di attività “sul campo”, il Dr. Felici ha avuto modo di prendere visione dei punti di forza e delle potenzialità della Pediatria dell’Ospedale Cesare Arrigo, incarico fino a due anni fa ricoperto dal Dr. Fernando Pesce.

Una Struttura che potrebbe avvalersi delle sinergie già esistenti con altre strutture dell’Ospedale Infantile, tra cui la Chirurgia Pediatrica e la Terapia Intensiva Pediatrica, oltre che dall’implementazione di percorsi assistenziali che prevedano il coinvolgimento delle grandi professionalità esistenti anche all’interno dell’Ospedale Civile (Cardiologia, ORL, NCH, ecc.).

Spiega il Dr. Felici: “Sono davvero lieto dell’ambiente di collaborazione, umanità e attenzione che ho trovato in questa struttura, sia a livello professionale che a livello di attenzione all’Ospedale. Faccio un esempio: mi ha colpito l’elevato numero, ma soprattutto l’enorme attività svolta dal mondo del volontariato a favore dell’Ospedaletto, come so che viene chiamato qui ad Alessandria. Un luogo così amato è senza dubbio un luogo da custodire, far crescere e potenziare ancora, nell’ottica di offrire un servizio sempre migliore ai nostri piccoli pazienti e alle loro famiglie, ovviamente  in stretta collaborazione con la medicina del territorio. Tenendo conto che la pediatria ospedaliera del futuro sarà sempre più pediatria specialistica, sarebbe importante continuare nel percorso di valorizzazione delle competenze già avviato, potenziando le specialità pediatriche esistenti (gastroenterologia ed endoscopia, endocrinologia e diabetologia, reumatologia, pneumo-allergologia, nefrologia) ed avviandone di nuove come ad esempio la cardiologia pediatrica. Solo in questo modo l’Ospedaletto potrà rispondere appieno alle sfide del futuro  divenendo sempre più punto di riferimento per la pediatria piemontese”.

 

Ospedale Infantile: da febbraio avvio dell’ambulatorio di chirurgia della mano

È attivo al presidio pediatrico Cesare Arrigo un nuovo ambulatorio dedicato alla chirurgia della mano dei più piccoli, nell’ambito della Struttura di Ortopedia Pediatrica diretta dal dr. Carlo Origo. La mano, così come l’arto superiore, sono spesso causa di patologie per i bambini, sovente dovute a traumi, ma talvolta per malformazioni o patologie neurologiche.

Per dare una idea dell’impatto delle patologie malformative sul nostro territorio, è opportuno citare un recente studio multicentrico condotto nel periodo 2010-2015, che ha evidenziato come l’incidenza delle malformazioni della mano e dell’arto superiore in Italia sia di 2,5 nuovi casi annui su 10.000 nati vivi, con una maggior interessamento del sesso maschile e del lato destro. Di questi, i nuovi casi provenienti dalla Regione Piemonte sono stati il 4% del totale nazionale.

Nelle patologie legate alla malformazione della mano, è necessario un approccio multidisciplinare che vede la stretta collaborazione di varie figure: il chirurgo della mano, il radiologo, il fisiatra, il fisioterapia e lo psicologo clinico. Tutto è finalizzato a inquadrare al meglio il piccolo paziente e a prendere in carico la famiglia, per fornire le informazioni di trattamento e il supporto per la gestione della “malformazione”,  che spesso crea disagi, oltre che difficoltà, nei genitori e nei parenti.

Il trattamento è differente a seconda del tipo di malformazione e prevede tecniche chirurgiche di correzione sia dello scheletro che delle parti molli (cute, capsule, tendini, muscoli) spesso con ausilio di tecniche microchirurgiche e di mezzi di ingrandimento ottici (occhialini ingranditori o microscopio).

Per quanto concerne i traumi, si tratta di un incidenti frequenti in tutte le fasce di età ma con delle caratteristiche differenti tra il bambino piccolo, al di sotto dei sei anni, e quelli di età maggiori: al di sotto dei sei anni sono molto frequenti i traumi accidentali in ambiente domestico, prevalentemente da schiacciamento o da taglio, che possono produrre lesioni di entità variabile ma che raramente danno esiti permanenti. In questa fascia di età si assiste anche ad un numero minore di fratture.

La mano o l’arto può essere coinvolto anche qualora si presenti una patologia neurologica: anche in questo caso, è essenziale un approccio multidisciplinare che coinvolge il chirurgo della mano/microchirurgo, il neuropsichiatra infantile, il fisiatra ed il radiologo.

17 gennaio: Festa di S. Antonio per tutti i dipendenti

La Festa di Sant’Antonio dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria celebrata il 17 gennaio alle ore 17 testimonia la sintesi del legame tra l’Azienda, gli operatori e la Città.

La Santa Messa, celebrata dal Vescovo di Alessandria Mons. Guido Gallese, è il momento principale di vari appuntamenti, che hanno visto nel Salone di Rappresentanza la Cerimonia di consegna delle benemerenze ai dipendenti che hanno lasciato il servizio, istituita con apposita delibera della Direzione Generale per salutare coloro che hanno speso la loro vita professionale all’interno di queste strutture ospedaliere, con umanità e preparazione.

Giovanna Baraldi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, spiega: “Le risorse umane sono il vero patrimonio dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria e abbiamo quindi ritenuto doveroso fare in modo che il lavoro di tanti anni fosse riconosciuto pubblicamente. Essere al servizio degli altri, in qualsiasi ruolo, significa per una Azienda complessa come la nostra arrivare al risultato finale, che è quello di prendersi cura del paziente. Per noi, per la nostra Azienda, questo è un appuntamento significativo per ringraziare tutti gli operatori per il loro impegno: per i sacrifici di una vita dedicati a coloro che ci hanno salutato e quelli di ogni giorno per coloro che condividono la missione aziendale con attenzione e competenza. Ricordo che circa l’82% del personale aziendale è impegnato in attività che sono a diretto contatto con il paziente (medici, infermieri, fisioterapisti e altre professioni sanitarie), per un totale di 2.347 dipendenti. Nel 2017, nello specifico, sono stati ben 185 i nuovi assunti, suddivisi tra 48 medici, 96 operatori dedicati alle professioni sanitarie, 21 operatori socio sanitari e 20 addetti del personale tecnico e amministrativo. L’organico non è ancora completo come auspichiamo, soprattutto in alcune discipline è molto complesso reperire personale, ma rispetto a due anni fa, siamo riusciti ad invertire la tendenza di coloro che vengono assunti rispetto a coloro che cessano l’attività”.

Conclude il Direttore Generale Giovanna Baraldi: “Gli operatori sono la forza della nostra Azienda e poterci ritrovare insieme, in un momento che unisce i valori di umanità, attenzione al paziente, ma anche quelli della storia della nostra Azienda, con le sue radici, ci consente di rafforzare il senso di appartenenza e fortificare il legame che abbiamo con queste strutture, così ricche di cultura”.

Azienda Ospedaliera di Alessandria: intervento innovativo per la cura della spasticità

Una pompa di nuova concezione a flusso fisso/variabile è stata impiantata lo scorso dicembre in una donna affetta da tetraparesi spastica dal servizio di Terapia del Dolore dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, responsabile il dr. Fabrizio Cassini, che ha eseguito l’intervento insieme alla dr.ssa Luciana Ventura.

Si tratta del primo intervento del genere in Piemonte: la pompa ad infusione, infatti, non dovrà essere sostituita, come invece accadeva in precedenza, con notevoli benefici per la paziente. Le pompe ad infusione sono utilizzate nei trattamenti contro la spasticità, che provoca irrigidimento e tensione dei muscoli delle braccia e delle gambe, rendendo difficili i movimenti e gli spostamenti della vita quotidiana.

Le pompe ad infusione, dette intratecali, sono dispositivi dotati di un serbatoio, collocati in una tasca sottocutanea e non visibili dall’esterno e collegati ad un catetere che arriva fino allo spazio sub-aracnoideo: la loro efficacia consiste proprio nella costante azione di trasporto del farmaco. L’inserimento della pompa intratecale e del catetere viene effettuato con un metodo invasivo attraverso un piccolo intervento chirurgico e la somministrazione intratecale con l’ausilio d’infusori di questo tipo risulta particolarmente indicata in tutti quei pazienti che necessitano di frequenti e continue somministrazioni di farmaco per poter controllare i sintomi della patologia di cui soffrono.

La caratteristica di innovazione di questa nuova pompa consiste nel fatto che non dovrà più essere sostituita all’esaurirsi della batteria interna che governa il flusso del farmaco, come succede con le attuali pompe programmabili in commercio. La pompa rilascia un farmaco che permette di risolvere la rigidità ad una velocità variabile e regolabile tramite un computer esterno. In questo modo la paziente, una donna di 66 anni in stato neurovegetativo da due anni e colpita da tetraparesi spastica, clinicamente caratterizzata da rigidità e spasmi dolorosi, con un singolo intervento, avrà tutti i benefici dell’infusione regolabile del farmaco, senza doversi sottoporre ad un reintervento di sostituzione.

LA CURA ESTETICA IN ONCOLOGIA: Confartigianato Imprese e Azienda Ospedaliera insieme per migliorare la qualità di vita

 “Il progetto di estetica ed acconciatura oncologica, fortemente voluto da Confartigianato Imprese Piemonte e realizzato in accordo con la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle D’Aosta e con le ASL, vede l’avvio, primo in Piemonte, dopo un percorso condiviso di quasi due anni.” Con queste parole Stefania Baiolini, Presidente Regionale settore estetica/benessere di Confcommercio, ha illustrato le finalità del progetto che coinvolge l’Azienda Ospedaliera di Alessandria: “Per la nostra provincia – ha ancora detto Baiolini – il progetto si articola in due distinti percorsi formativi, cofinanziati al 70% dalla Regione Piemonte, entrambi promossi da Confartigianato Imprese Alessandria, che ne ha affidato la progettazione all’ente di formazione FOR.AL., il quale si occuperà anche della loro organizzazione e gestione”. 

Gianmauro Numico, direttore del Dipartimento Internistico, ha ringraziato Confartigianato per la stretta collaborazione, spiegando la finalità del progetto e la rilevanza che esse assume in un periodo complesso come quello della malattia oncologica: “Spesso si tende a porre il focus della nostra attenzione sulla malattia: grazie al progetto, proposto con grande serietà da Confartigianato, possiamo migliorare la qualità della vita delle pazienti che a causa delle cure legate a malattie oncologiche, subiscono danni della propria immagine corporea fino a sentirsi private della propria femminilità e non riescono più a piacersi, mettendo in risalto la loro bellezza e favorire il recupero di un aspetto estetico gradevole”.

Un plauso all’iniziativa dall’Amministrazione Comunale, rappresentata dall’Assessore Cinzia Lumiera e dalla Consulta per le Pari Opportunità con la Presidente Vittoria Poggio, che ha evidenziato la rilevanza del progetto nella crescita dell’autostima delle donne.

Piero Gulminetti, direttore di Confartigianato, ha ringraziato l’Azienda Ospedaliera e sottolineato la stretta collaborazione con le istituzioni per l’avvio di un percorso affidabile per le pazienti, finalizzato a realizzare trattamenti in sicurezza in ogni fase della malattia.

Posta pneumatica: donata dall’AL AIL la postazione del dh-oncoematologico

Una nuova postazione di posta pneumatica è stata donata dall’AL AIL all’Azienda Ospedaliera di Alessandria: un sistema veloce, efficiente e moderno che consente di movimentare in sicurezza ogni materiale biologico, quali campioni per analisi, provette, sacche di sangue, plasma e piastrine. Direttamente dal day hospital oncoematologico, ed attraverso le tubazioni predisposte, i materiali viaggiano verso il Centro Trasfusionale ed il Laboratorio Analisi (ove si trova la Centrale di Controllo) garantendo rapidità e sicurezza.

I vantaggi del sistema sono molteplici: il trasferimento di provette, di richieste di sangue ed altro, avviene in meno di tre minuti; e viceversa, sempre in 2-3 minuti, il sangue, inserito negli appositi contenitori (bossoli), viene inviato, pronto per essere immediatamente trasfuso al paziente

Sicurezza, efficienza e rapidità, oltre al miglioramento della logistica dei trasporti interni, sono quindi le parole chiave di questa nuova istallazione che l’AL AIL ha scelto di finanziare con la propria donazione.

Un passo avanti per potenziare il servizio reso ai pazienti ottimizzando i tempi, riducendo le attese e la permanenza all’interno dell’ospedale, ma più in generale contribuendo al maggior benessere organizzativo quotidiano sia degli utenti che degli operatori.

Marco Ladetto, Direttore dell’Ematologia, spiega: “L’attività al day hospital è piuttosto complessa e grazie alla posta pneumatica il personale può dedicarsi completamente al paziente: ogni giorno, infatti, vengono eseguiti prelievi, procedure chirurgiche, visite ambulatoriali, infusioni di chemioterapia e le sole terapie sono circa 90 al giorno, mediamente. Grazie all’AL AIL, quindi, per la donazione di oggi e per il supporto quotidiano”

Giovanni Zingarini, Presidente dell’AL AIL, dichiara: “AL-AIL ONLUS, da quando è stata fondata 20 anni fa, è sempre stata un importante sostegno per i malati, per i familiari, per la formazione del personale medico e per la ricerca in collaborazione con le più importanti aziende farmaceutiche sempre in sintonia con la SC di Ematologia e l’azienda ospedaliera ed ha sempre operato in collaborazione con la Fondazione Uspidalet e con la sua Presidente, anche nella realizzazione del nuovo Day Hospital Oncoematologico che assiste sia i malati di oncologia che di ematologia. In questo spirito abbiamo ritenuto, come AL-AIL onlus, in accordo con il Direttore Generale dottoressa Giovanna Baraldi, di realizzare l’impianto di posta pneumatica, che inauguriamo oggi”.

Giovanna Baraldi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria: “Ringrazio l’AL AIL per questa donazione che determinerà una riduzione dei tempi di attesa per i pazienti. Una donazione che si aggiunge alle numerose attenzioni della associazione verso i pazienti che si rivolgono alla nostra Azienda: l’ospitalità per coloro che arrivano da più lontano, il trasporto con automezzi dedicati, le trasfusioni a domicilio. Un impegno che si esplicita anche attraverso il sostegno alla ricerca, la formazione del personale, il finanziamento di borse di studio per medici, biologi e data manager. Rinnovo quindi il ringraziamento per questa iniziativa davvero significativa e Vi invito a festeggiare con noi partecipando al concerto di Natale organizzato grazie alla disponibilità del  Conservatorio Vivaldi”.

 

Azienda Ospedaliera: una verifica dall’esterno per la qualità dei servizi

Tre giorni di intenso lavoro che hanno portato al rinnovo della certificazione di qualità per l’Azienda Ospedaliera di Alessandria. Gli ispettori esterni hanno verificato la correttezza di alcuni percorsi diagnostico-terapeutici dell’Azienda, in alcune strutture operative individuate a campione, oltre che i processi trasversali di supporto, che riguardano la gestione del rischio, la corretta gestione dei farmaci e della documentazione sanitaria, il controllo delle infezioni ospedaliere, ma anche la gestione del dolore e la verifica della apparecchiature.

L’esito della verifica è stato positivo, come hanno evidenziato i certificatori esterni, che hanno sottolineato da parte dei professionisti dell’Azienda Ospedaliera una “proattiva partecipazione di tutto il personale intervistato nel corso dell’audit e una attenzione verso i bisogni e le esigenze dei pazienti, che versano spesso in condizioni di fragilità e sono oggetto di interventi diagnostici e terapeutici particolarmente complessi”. Il team di audit ha inoltre apprezzato “la metodologia in atto per la rilevazione della soddisfazione dell’ospite e la predisposizione di diversi progetti di miglioramento”.

Soddisfazione della Direzione Generale, nelle parole del Direttore Generale Giovanna Baraldi, che commenta positivamente la visita ispettiva e il risultato: “Siamo lieti che la professionalità, la partecipazione e la collaborazione dei nostri operatori sia stata apprezzata dell’ente di certificazione. Noi siamo ben consci di lavorare con professionisti motivati e preparati, parte di un sistema che cresce e i cui sforzi e miglioramenti sono tangibili e riconosciuti. Sapere che un ente terzo possa riconoscere e certificare questi risultati è motivo di soddisfazione e orgoglio: i nostri sforzi tesi verso un servizio migliore per il paziente sono apprezzati e compresi. Questo è in sintesi il risultato della certificazione e per questo a tutti va il ringraziamento della Direzione Generale”.

Roberta Bellini, responsabile della struttura Accreditamento e Qualità: “Questo importante risultato è ulteriore conferma della serietà e professionalità, messe in campo dall’Azienda tutta, nella gestione di ogni fase del percorso diagnostico terapeutico assistenziale, per le tre dimensioni del servizio: tecnico-professionale, organizzativa e di centralità del paziente. Il sistema di gestione per la qualità è diventato sempre più strumento di governo delle attività e di miglioramento continuo; la certificazione esterna ci permette di superare l’autoreferenzialità”

Azienda Ospedaliera: il 23 novembre una iniziativa sulla violenza di genere

Si è svolto presso la Sala Conferenze dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria (via Venezia, 16)  l’incontro “Violenza di genere”, organizzata dalla Direzione Generale.
Secondo fonti statistiche ONU, una donna su tre, al mondo, è stata picchiata, forzata ad avere rapporti sessuali, o ha comunque subito abusi almeno una volta nella sua vita: la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, indicata per il 25 novembre, è utile per segnare la portata del problema. Il Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera, Paola Costanzo, sottolinea: “Per non essere indifferenti e per poter dire a noi stessi “Anche io ho fatto la mia parte”, l’Azienda Ospedaliera ha organizzato questa iniziativa, poiché tutti possiamo fare qualcosa, anche semplicemente condividere il coraggio di parlarne”.
L’incontro è finalizzato ad illustrare da parte di tutti gli operatori coinvolti, il percorso che l’Azienda Ospedaliera di Alessandria ha attivato per prendersi cura nel migliore dei modi delle persone, in particolare delle donne e dei bambini, vittime di violenza. “A partire dalla delibera regionale 23-4739 – spiega Rossella Sterpone, responsabile della struttura di Psicologia dell’Azienda Ospedaliera e referente aziendale per la Violenza – relativa alla definizione di una rete sanitaria per gli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli, abbiamo costruito una procedura formata da uno staff di operatori che opera a livello multidisciplinare. L’evento sarà utile per illustrare le procedure in ogni struttura, oltre che per l’accesso alla stanza rosa, una stanza che è stata appositamente dedicata per accogliere le vittime e metterle nelle migliori condizioni di effettuare la decompressione, ossia l’effettuazione di quelle tecniche che sono mirate a passare dalla fase di shock a quella di impatto dell’evento”.
Numerosi gli interventi dei relatori, dopo i saluti del Direttore Generale Giovanna Baraldi: sono previsti gli interventi di soggetti coinvolti nella procedura per la presa in carico delle vittime, a partire proprio dagli aspetti psicologici della violenza sulle donne con Rossella Sterpone, una panoramica sulla normativa curata da Paola Costanzo, poi l’illustrazione del percorso da parte di Roberta Bellini, responsabile della Qualità e la descrizione delle attività di ogni singola struttura, come ad esempio quelle al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile con Simona Garrè e con Cinzia Marciano responsabile del Pronto Soccorso dell’Infantile, e in Ginecologia con Oria Trifoglio, dirigente responsabile e Carla Pisani, mentre sarà Lorella Gambarini, responsabile Dipsa (Direzione professioni sanitarie) ad illustrare la procedura relativa alla stanza rosa al termine dell’evento, che si concluderà con le considerazioni finali della Direzione Generale.

21 novembre 2017

L’eccellenza cardiologia certificata da un testimonial dell’eccezione

Beppe Bergomi è stato l’ospite misterioso della serata organizzata dall’Azienda Ospedaliera “Dialoghi della Salute” , provando in prima persona alcuni test diagnostici dell’Azienda Ospedaliera e raccondo la sua esperienza. Gianfranco Pistis, Direttore di Cardiologia; Andrea Audo, Direttore di Cardiochirurgia; Mauro Salvini, Direttore di Chirurgia Vascolare; Maurizio Mancuso, Direttore di Chirurgia Toracica; Ermelinda Martuscelli, Responsabile della Cardio-Anestesia e Rianimazione hanno illustrato come gli operatori affrontano le patologie dell’area cardio-toraco-vascolare.
Una bella iniziativa voluta dal Direttore Generale Giovanna Baraldi aperta alla cittadinanza per spiegare come lavorano gli operatori dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria. 

                                                                                      

 
 

16 novembre 2017

l’Assessore Saitta inaugura il nuovo Poliambulatorio e il reparto delle degenze chirurgiche

Doppia inaugurazione per l’Azienda Ospedaliera di Alessandria, alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta: sono stati inaugurati, insieme alle autorità e operatori, il Poliambulatorio Francesco Ghilini e il nuovo reparto delle degenze chirurgiche del presidio pediatrico Cesare Arrigo, questo ultimo in collaborazione con la Fondazione Uspidalet, che lo aveva legato al progetto “DEGENZA A MISURA DI BAMBINO” per la raccolta fondi degli arredi.

Il Poliambulatorio Ghilini è una struttura collocata al primo piano dell’Ospedale Civile, vicino alle degenze della Cardiologia, che comprende una serie di ambulatori specialistici dotati di strumentazione di alto livello e un day hospital medico con dieci posti letto. Nello specifico, si tratta di un modello organizzativo che vede la concentrazione di attività per aree omogenee: sono presenti Cardiologia, Cardiochirurgia, Fisiopatologia Respiratoria, Allergologia, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica. Massimo Desperati, direttore medico dei presidi ospedalieri, ha sottolineato: “Questo nuovo ambulatorio è un ulteriore tassello che si pone nella centralizzazione delle attività, è dotato di una accettazione unificata e di un coordinamento infermieristico. Ogni giorno passano da questo luogo circa duecento persone per visite ed esami strumentali, siamo pertanto in presenza di notevoli volumi di attività”. “Siamo di fronte ad una piattaforma di ricovero diurno – ha spiegato Gianmauro Numico, direttore del Dipartimento Internistico – a gestione medico-infermieristica, dove vengono gestite le terapie non pericolose. Si tratta di un’area di supporto e decongestionamento delle attività di ricovero ordinario, che ottimizza attività prima suddivise grazie alla condivisone di procedure”. Lorella Gambarini, responsabile del Dipsa (Direzione Professioni Sanitarie), ha ricordato: “Dalla frammentazione siamo passati ad un unico sistema organizzativo, grazie alla riorganizzazione, alle assunzioni di professionisti di diverso profilo e all’adozione di un metodo sulla base di ricerche fatte sul campo: siamo riusciti a migliorare realmente la qualità assistenziale, oltre che il lavoro e la sicurezza degli operatori stessi”.

Il nuovo reparto delle degenze chirurgiche è stato presentato dal Direttore Generale Baraldi, che ha ricordato i dati di attività di tutto il presidio pediatrico dei primi nove mesi dell’anno: “Vogliamo essere un valore aggiunto per questa città e per questa regione: siamo nella rete degli ospedali pediatrici italiani, abbiamo grandi competenze, grandi professionisti, buone tecnologie e una ottima sinergia con la Fondazione Uspidalet che rappresenta un valore aggiunto, oltre che con tutte le realtà di volontariato presenti, tra cui voglio ricordare l’Avoi. Applicando il modello dell’intensità di cura abbiamo potuto constatare una crescita delle prestazioni e un aumento della mobilità attiva, con maggiore attrazione dalla regione e da fuori regione, testimoniato da un aumento della produzione del 5%”. Dati confermati anche da Alessio Pini Prato, direttore della Chirurgia Pediatrica, che ha ricordato: “Per quanto concerne la Chirurgia Pediatrica, abbiamo registrato un aumento della produzione e della complessità degli interventi chirurgici: il 20% dei ricoveri riguarda pazienti fuori regione, mentre il 25%  proviene da fuori area. Si tratta di un dato importante, perché questo genera un indotto positivo per la città”. Carlo Origo, Direttore del Dipartimento materno-infantile ha sottolineato come questo sistema sia sostenibile grazie alla stretta collaborazione con il presidio Civile e il Borsalino, ricordando inoltre come il Cesare Arrigo sia amato e apprezzato dalla collettività.

 
 

13 novembre 2017

Aria è vita: l’Azienda Ospedaliera lancia una iniziativa di sensibilizzazione  

Cosa c’è nell’aria che respiriamo? Quali sono gli agenti maggiormente inquinanti? E cosa può fare ciascuno di noi per provare a migliorarne la qualità?

L’Azienda Ospedaliera di Alessandria, attraverso la struttura di Malattie dell’Apparato Respiratorio con i dottori Gabriele Ferretti e Biagio Polla, ha promosso un progetto di sensibilizzazione, articolato in più momenti, che prova ad affrontare questi argomenti. 

“Il delicato equilibrio dei gas che formano la nostra atmosfera – spiega Gabriele Ferretti, direttore della Malattie dell’Apparato Respiratorio – è l’elemento fondamentale che permette alla vita di esistere sulla superficie terrestre. L’atmosfera contiene oltre ai suoi maggiori costituenti (azoto, ossigeno, argon, acqua) anche altri gas in concentrazione nettamente minore detti gas traccia, come ozono e anidride carbonica. Sono proprio questi gas traccia che controllano molti processi chimici dell’atmosfera e la temperatura,  ad essere maggiormente interessati dall’inquinamento atmosferico prodotto dall’uomo. Le modificazioni delle concentrazioni di tali gas, associate all’immissione nell’aria di altre sostanze  prodotte dalle attività umane, stanno determinando modificazioni climatiche importanti e contribuiscono all’aumento della prevalenza di alcune malattie  respiratorie, quali asma bronchiale, BPCO  neoplasie ed altre”.

Gli ultimi dati dell’Arpa per la Regione sono eloquenti: il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana del PM10, pari a 50 microgrammi/m3, al 17 ottobre, in Piemonte, è stato superato nel 2017 in circa il 40% delle stazioni presenti nella rete regionale. Le condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti hanno caratterizzato le prime settimane d’autunno: in particolare, il valore massimo dei giorni di superamento ha raggiunto ad Alessandria i 49 giorni nella stazione di Alessandria – D’Annunzio.

Alla luce di tutto ciò appare evidente la necessità di avviare iniziative che possano sensibilizzare i singoli e le istituzioni per ridurre l’immissione di gas prodotti, ma anche promuovere nuovi stili di vita. “Spesso non si conosce la portata nociva di sostanze che vengono rilasciate nell’ambiente domestico – spiega Biagio Polla – o se ne sottovaluta l’impatto: le stufe, in particolare quelle a pellet, i detersivi che vengono utilizzati, gli spray per deodorare gli ambienti. Per quanto riguarda il monossido di carbonio legato all’utilizzo delle auto, l’indicazione che possiamo fornire è quella di muoversi a piedi il più possibile: l’attività fisica è considerata un farmaco e non usare l’auto è un atto di prevenzione contro lo smog e fa bene al proprio organismo”.

L’Azienda Ospedaliera ha organizzato tre iniziative di sensibilizzazione accomunate dal titolo “Aria è Vita”, dirette a pubblici differenti, per illustrare tutto ciò che può produrre inquinanti e quale impatto essi abbiano nella salute dell’uomo.

Il primo momento è dedicato alla sensibilizzazione verso i più giovani, in particolare con il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Volta, attraverso un focus che li vedrà coinvolti venerdì mattina. Il secondo momento si svolgerà venerdì 17 novembre a partire dalle ore 17, a Palazzo Monferrato, con il patrocinio di ‘Cittadinanzattiva’: un convegno aperto a tutta la cittadinanza, con interventi volti a promuovere stili di vita e  a chiarire come gli inquinanti atmosferici danneggiano la salute.

Il terzo momento prevede un corso ECM nella mattinata di sabato 18 novembre aperto ai medici e volto ad evidenziare i danni alla salute e le possibili attività di prevenzione e trattamento delle principali patologie respiratorie.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questa iniziativa – ha sottolineato il Direttore Generale Giovanna Baraldi – che permette di mantenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali nella popolazione, a partire dalla scuola. Un ringraziamento agli operatori che hanno promosso questa iniziativa, che permette anche di valorizzare i miglioramenti che l’Azienda ha attuato nella fisiopatologia respiratoria”.

 
 

10 ottobre 2017

Porte aperte all’Infantile: Open day per i bambini affetti dalla malattia di Hirschsprung, rara patologia che colpisce l’intestino

Sabato 14 e domenica 15 ottobre un evento per sdrammatizzare, umanizzare e far sentire meno sole le famiglie che si occupano dei bambini affetti dal morbo di Hirschsprung, che all’Ospedale Infantile si sentono “come in vacanza”.

Il programma dell’iniziativa, presentata questa mattina dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria Giovanna Baraldi e dal direttore della Chirurgia Pediatrica Alessio Pini Prato, è ricco e prevede in primo luogo delle visite per i pazienti che necessitano di un approccio multidisciplinare e integrato: visita chirurgica, cardiologica, gastroenterologica, dietologica, neuropsichiatrica, psicoeducazionale, ecografia reno-vescicale e training al bowel management (pulizia intestinale).

Giovanna Baraldi ha sottolineato: “Siamo onorati di ospitare questo evento, un lungo percorso che si svolge sabato e domenica tra l’ospedale e l’hotel Diamante coniugando assistenza, offerta clinica, ricerca e confronto tra esperti che si occupano di questa patologia. La nostra proposta è quella di un ospedale pediatrico che cerca di presentare soluzioni attraverso un approccio multidisciplinare in spazi adeguati anche dal punto di vista funzionale. Siamo molto soddisfatti, infatti, di poter entrare nel nuovo reparto delle degenze chirurgiche pediatriche, ormai terminato e ammobiliato anche grazie al prezioso supporto della Fondazione Uspidalet ONLUS e dell’Associazione AVOI. Speriamo presto di poterlo inaugurare in quella che è una festa per tutti, ma in primo luogo per la città”. 

Alessio Pini Prato ha ricordato l’entusiasmo delle famiglie dell’Associazione “Amici di Francesco”, associazione italiana di bimbi affetti da malattia di Hirschsprung, sia per la collaborazione con l’Ospedale Infantile di Alessandria, sia per l’ottimo risultato già ottenuto con le adesioni: “Sono oltre centocinquanta le famiglie iscritte all’iniziativa, un successo se si pensa ad una malattia rara. Nello specifico, il programma di quest’anno vedrà sia le visite che una parte scientifica, oltre ad un momento di confronto con le famiglie e con gli esperti provenienti dagli ospedali Mangiagalli di Milano, Bambin Gesù di Roma, Gaslini di Genova e dall’Azienda Ospedaliera di Padova sabato pomeriggio. La malattia di Hirschsprung, definita anche megacolon congenito, è una patologia congenita della motilità intestinale, che colpisce prevalentemente i maschi, con una incidenza annuale di circa 1/5.000 nati. L’importanza di momenti come questo è il confronto, in particolare anche sull’assistenza: siamo di fronte a bambini e quindi la famiglia ha ruolo di primo piano. Il nostro approccio, invece, è quello di poter consentire a piccoli organismi che crescono di diventare adulti con una buona qualità di vita. Questo evento ha quale fine ultimo quello di far sentire chi soffre di questa malattia rara un po’ meno solo, isolato, disperato. Far sì che i nostri pazienti e le loro famiglie possano trovare conforto nei Loro dottori, nelle Loro infermiere e nel Loro Ospedale rende questo cammino meno impervio e stimola la creazione di un’equipe allargata in cui il paziente non è più l’oggetto delle cure bensì il soggetto centrale, il fulcro intorno al quale ruota l’intero sistema assistenziale. Come dice la presidentessa dell’Associazione: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”. Iniziamo quindi con l’emozionarci come gli altri anni, ora seri, ora sorridenti, ora piangendo, ora ridendo ma sempre coinvolti ed appassionati verso un solo fine comune: “Completare l’opera il prima possibile!”.

 

 
 

6 ottobre 2017

Robot chirurgico anche nei pazienti pediatrici

Il robot chirurgico sempre più multidisciplinare: nelle scorse settimane, presso l’Azienda Ospedaliera di Alessandria sono stati eseguiti due interventi su pazienti pediatrici. Gli interventi sono stati eseguiti presso il nuovo blocco operatorio dell’Ospedale Civile dal dr. Alessio Pini Prato e dal suo staff, formato da un team altamente qualificato di anestesisti e personale infermieristico.Si tratta di un bambino di dieci anni che ha subito l’asportazione della milza e di un bimbo di due anni, per un delicato intervento di rimozione del colon e ricostruzione del retto.La buona notizia è che entrambi ora sono in buona salute, dimessi e si trovano già a casa, per la gioia delle famiglie e naturalmente dei curanti.

Alessio Pini Prato, Direttore della Struttura di Chirurgia Pediatrica, spiega: “Abbiamo dovuto intervenire sul piccolo di due anni a causa di una patologia rara. La tipologia di intervento è piuttosto complessa, l’intervento infatti è durato circa sei ore. Siamo molto lieti che il decorso postoperatorio sia stato assolutamente buono, fatto che riteniamo prioritario. Aggiungiamo la soddisfazione di aver eseguito interventi in robotica sui bambini tra i primi in Italia. In questo modo, entrambi i nostri piccoli pazienti operati potranno godere dei vantaggi che la robotica porta con sé: meno cicatrici e con un miglior risultato estetico, se pensiamo che siamo di fronte ad un organismo in crescita, minor perdita di sangue, minore traumatismo e stress, minore ospedalizzazione. Tutti elementi decisamente rilevanti per un bambino e per la sua famiglia. Ma anche per l’Azienda, che ne trae un giovamento in termini di costi sanitari. La robotica permette di aumentare la destrezza del chirurgo nelle operazioni di chirurgia non invasiva, proprio grazie alle “braccia rotanti del robot” che riescono ad arrivare anche dove non arriva la mano del chirurgo e a compiere movimenti, come le rotazioni di trecentosessanta gradi, che sarebbero altrimenti innaturali: ne risulta un intervento meno traumatico, più preciso e di fatto più sicuro”.

Per l’Azienda Ospedaliera si tratta di un risultato di grande prestigio poter constatare l’eccellenza raggiunta dai propri professionisti, come sottolinea il direttore generale Giovanna Baraldi: “La Direzione Generale è estremamente soddisfatta di questi risultati. Un ringraziamento al dr. Pini Prato per l’ottimo lavoro che sta svolgendo nel presidio pediatrico Cesare Arrigo. Questo successo, frutto del lavoro di squadra, testimonia che i servizi erogati a favore dei nostri piccoli pazienti sono di elevata qualità. Auguri anche alle famiglie, la maggior soddisfazione è quella di sapere che i nostri professionisti e servizi vengono apprezzati”.

 
 

20 settembre 2017

Ospedale Infantile: un nuovo parco giochi dedicato al “Lions Club International” 

Ancora una opera di umanizzazione per l’Ospedale pediatrico: un parco giochi e giardino sensoriale donato grazie alla cordata di Lions della provincia di Alessandria e Leo Club con l’Associazione AVOI, insieme al Gruppo AMAG di Alessandria e all’Associazione Alessandria Sailing Team.

La cerimonia di inaugurazione si è svolta questa sera, alla presenza di professionisti aziendali, autorità cittadine e lionistiche, che hanno potuto apprezzare questo nuovo progetto.

Giovanna Baraldi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, ha ringraziato i benefattori: “Con questa donazione possiamo migliorare ancora il nostro presidio pediatrico e offrire ai bambini, ricoverati e non, un momento di gioco insieme. Poter trovare un luogo ludico all’interno dell’ospedale rappresenta senza dubbio un elemento che qualifica la nostra assistenza. Grazie quindi ai Lions Club ed  ai volontari dell’Avoi, che ben conoscono le dinamiche aziendali e sanno quanto sarà apprezzato un parco giochi; a tutti i benefattori, che hanno accolto l’invito dell’Avoi a sostenere il giardino”.  

L’intervento ha interessato una vasta area all’interno dell’Ospedale Infantile, con la realizzazione di un parco giochi e di una area verde con panchine ed attrezzature per laboratori di giardinaggio, per permettere sia ai piccoli ricoverati che a quanti ricorrono alle visite ambulatoriali una spazio di gioco attrezzato e sicuro. Centinaia di bambini e ragazzi che, con i loro familiari, potranno trascorrere momenti di serenità ed aggregazione.

 

 
 

16 settembre 2017

Presidio Riabilitativo Borsalino:  dieci anni di attività

Sarà un programma ricco di appuntamenti quello di sabato 16 settembre, in occasione del decennale del Presidio Teresio Riabilitativo, che festeggia i dieci anni di riapertura e di attività.

La struttura, completamente rinnovata dopo l’alluvione del 1994 è stata ristrutturata grazie alla società Borsalino 2000 (società mista pubblico-privata costituita tra l’Azienda Ospedaliera e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria).

Riaperto a dicembre 2006, il presidio Borsalino ha visto il pieno delle attività con l’apertura dell’unità spinale dell’estate del 2007 e nel corso degli anni è diventato sempre di più un riferimento per la città, la provincia e tutta la Regione, avendo accolto pazienti da un ampio bacino.

La giornata è iniziata con un convegno scientifico, i cui referenti sono il dr. Salvatore Petrozzino e il dr. Luca Perrero, sul tema dello “Sport e Disabilità” con un focus in cui porteranno la loro esperienza i centri riabilitativi piemontesi. Seguiranno poi numerosi interventi sul tema Sport e Salute, lo sport come elemento di inclusione sociale, i farmaci e lo sport e naturalmente, il momento in cui saranno ricordati  i dieci anni di attività anche con la presenza di Antonio Saitta, Assessore regionale alla Sanità.

L’attenzione e la sensibilità verso il Borsalino è stata negli anni dimostrata da numerosi gesti concreti da parte di singoli e associazioni che hanno contribuito al miglioramento della struttura con donazioni: la CASA AMICA e il Giardino Sensoriale della Fondazione Uspidalet, la pista di atletica Rinaldo Borasio e numerosi altri gesti che nel tempi hanno arricchito l’offerta riabilitativa a disposizione degli ospiti stessi.

E sabato è stata anche l’occasione per due nuove inaugurazioni: quella dell’area sportiva polifunzionale, dedicata alla scomparsa Luisa Bruni, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, che ha svolto la sua attività professionale presso l’Azienda ospedaliera, con grande professionalità, dedizione e umanità. Ma anche della Serra Orticolturale, dono di Anna Canepa, che permetterà di dare avvio alla  terapia orticolturale, che ha consentito a molte persone di trarre positivi benefici dall’interazione con le piante e con la natura. 

Giovanna Baraldi

Giovanna Baraldi

La giornata, molto apprezzata dalla direzione generale con la dr.ssa Giovanna Baraldi, ha quindi come obiettivo festeggiare il Borsalino evidenziando il concetto di sport come strumento di rinascita dopo la malattia, perché il recupero delle capacità motorie implica il mettersi in gioco con coraggio per riappropriarsi della quotidianità arricchita da una crescita spirituale e individuale dovuta proprio alla pratica dell’attività fisica.

 
 

11 luglio 2017

Eseguita con successo un’ablazione su un bambino di sette anni

Alta tecnologia e sinergia riportano il bimbo a nuova vita

Ritornare liberamente a giocare con i suoi amici e compagni di scuola, ricominciare a vivere spensierato come dovrebbe fare ogni bambino di sette anni. Questo ha significato l’intervento eseguito dal Centro Aritmologico della SC di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria diretta da Gianfranco Pistis, per un piccolo paziente affetto da tachicardie frequenti.

Il caso di questo bambino, infatti, era piuttosto complesso e difficile da controllare solamente attraverso l’utilizzo di due farmaci specifici, in quanto le alte dosi associate causavano un livello di stanchezza tale da impedire al bimbo le attività ricreative e sociali. Spiega il dr. Pistis: “La tachicardia era causata da un “cortocircuito elettrico”  dovuto ad un problema congenito: al determinarsi di particolari condizioni, la via elettrica anomala iniziava a condurre l’impulso elettrico insieme alla via normale generando un cortocircuito e provocando così la tachicardia. Il Centro Aritmologico dell’Azienda ha deciso di intervenire effettuando un’ablazione, ossia una procedura che ha lo scopo di “bruciare” la via anomala in un punto lungo il suo tratto, in modo che l’impulso elettrico non possa più passare e la tachicardia non possa più manifestarsi. Si tratta di un intervento molto delicato perché, oltre al fatto di non poter operare a cielo aperto, è richiesta una notevole precisione dato che la via anomala ha uno spessore di pochissimi millimetri e il cuore di un bambino è più piccolo di quello di un adulto, elemento che rende il tutto ancora più difficile”.

A tutto lo staff i complimento della Direzione Generale, nelle parole della dr.ssa Giovanna Baraldi.

 
 

30 giugno 2017 

Azienda Ospedaliera:  inaugurazione del Nuovo blocco operatorio

Taglio del nastro per il nuovo Blocco Operatorio dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria oggi pomeriggio, alla presenza di numerose autorità, dipendenti e rappresentanti della collettività. 

L’inaugurazione delle nuove sale, caratterizzate da un elevato livello tecnologico, è stata una vera  e propria festa per l’Azienda Ospedaliera, in quanto “rappresenta il culmine di due anni di lavoro, – come ha evidenziato Baraldi nel suo intervento – sintesi del lavoro e dell’impegno, una sfida difficile che abbiamo superato con successo”. Il direttore Baraldi ha voluto ringraziare citando nome e cognome di tutti coloro che hanno profuso il loro impegno perché ha evidenziato si tratta del “progetto più sognato, sperato e discusso. Ma la sfida non finisce qui: dobbiamo terminare la nuova terapia intensiva entro la fine del 2017, una operazione che ci permetterà poi di ristrutturare tre nuove sale parto e ricollocare la terapia intensiva neonatale, per avvicinare mamma e bambino. Grazie alla capacità dell’Azienda in tempi relativamente brevi e costi sostenibili, si progetta il nuovo con la riconversione del vecchio”

L’Assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ha ricordato: “Le tecnologie di cui da oggi l’Ospedale di Alessandria è  dotato con l’inaugurazione del nuovo blocco operatorio lo collocano ai primissimi posti per l’innovazione. Accanto a questo legittimo orgoglio voglio rassicurare e confermare l’impegno della Regione Piemonte per investire in personale. Alla nostra sanità in tutti gli ospedali del Piemonte servono uomini e donne appassionati e competenti per continuare in quella che amo definire la fase due, del rilancio e dello sviluppo, con il potenziamento dell’offerta sanitaria. L’Azienda Ospedaliera di Alessandria ha le carte in regola per crescere ancora”.

Inaugurazione nuovo Blocco Operatorio 3

il taglio
 

7 giugno 2017

Conferenza aziendale di partecipazione:  l’appuntamento all’Azienda Ospedaliera

Si è svolta nel pomeriggio del 7 giugno la Conferenza Aziendale di Partecipazione dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, presieduta dal Direttore Sanitario Paola Costanzo, strumento partecipativo che opera per favorire la massima comunicazione tra utenza e servizi sanitari attraverso le associazioni di volontariato.

I principi della Conferenza Aziendale di Partecipazione dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria sono la centralità del cittadino, titolare del diritto alla salute, da tutelare anche attraverso la partecipazione democratica; il rapporto privilegiato con le associazioni degli utenti, gli organismi del volontariato, della promozione sociale e del privato sociale che possono attivamente concorrere al ruolo di governo e all’offerta del sistema sanitario; la diffusione della cultura all’umanizzazione dei servizi e dei diritti anche di partecipazione, degli utenti, realizzando sistemi organici di promozione e verifica di applicazione.

E a partire da questi valori, il Direttore Generale Giovanna Baraldi ha aperto i lavori con un intervento finalizzato ad illustrare al mondo del volontariato che supporta l’Azienda Ospedaliera ogni giorno, lo stato dell’arte, quanto realizzato e le prossime iniziative aziendali: “In questi anni abbiamo realizzato uno sforzo importante, anche difficile, di valutare i nostri punti di forza e debolezza, abbiamo avuto il coraggio di fare una analisi critica, ma siamo riusciti a darci obiettivi e metodo, in una logica di appropriatezza. Come ogni struttura, ogni attività – ha ribadito Baraldi – dipende anche dall’esterno, quindi anche dal rapporto con le Associazioni, che ringraziamo di cuore. Siamo passati da una condizione di emergenza ad una condizione di programmazione delle risorse: umane, economiche, tecnologiche. La produzione del fatturato è aumentata di più di sette milioni mantenendo sempre costanti i costi di gestione, grazie ad alcune scelte importanti legate all’appropriatezza”. 

 
 

5 maggio 2017

Inaugurazione dei nuovi locali della gamma camera in Medicina Nucleare

Le migliori tecnologie di un ospedale tutte concentrate in 150 metri quadri. Accade nel nuovo reparto di Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria inaugurato venerdì 5 maggio alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta, del Direttore Generale Giovanna Baraldi, del Direttore della Medicina Nucleare Alfredo Muni.

Ad aprire la cerimonia di inaugurazione del nuovo reparto di Medicina Nucleare è intervenuta la Dott.ssa Baraldi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria che ha ringraziato calorosamente tutti i presenti e in particolare le autorità: “in primo luogo vorrei sottolineare come oggi sia l’occasione per fare un primo bilancio delle attività dell’Azienda: nel 2015 erano stati individuati come punti di forza la competenza, la professionalità, l’impegno e la capacità di formazione e di ricerca che oggi diciamo sono le nostre eccellenze, a fronte di criticità che abbiamo saputo affrontare. Da maggio 2015 a dicembre 2016, infatti, nonostante le difficoltà, la produzione del fatturato è aumentata di 7.588.000 milioni mantenendo sempre costanti i costi di gestione, grazie ad alcune scelte importanti legate all’appropriatezza: il raggruppamento di aree produttive omogenee, una organizzazione orizzontale basata sul principio della condivisione delle risorse e la riorganizzazione dei processi in logica di eliminazione dei costi inutili. Questo significa più ricoveri, più accessi, più prestazioni ambulatoriali e diurne, più interventi chirurgici e migliore accoglienza. Oltre alla sfida del nuovo Blocco Operatorio che verrà inaugurato il 29 giugno, abbiamo ulteriori sfide da portare avanti: l’apertura entro dicembre di una nuova Terapia Intensiva e la trasformazione di quella vecchia in Terapia Intensiva Neonatale, per porre fine alla separazione delle mamme dai loro figli appena nati, ma anche di investimenti per attrezzature innovative e fondi per la riconversione di tre sale operatorie del blocco 1 all’ottavo piano in sale parto e sala cesareo”.

L’Assessore Saitta ha sottolineato: “Oggi ad Alessandria abbiamo avuto la dimostrazione di come sia possibile ottenere risultati importanti e positivi nella gestione dell’Azienda Ospedaliera per ottenere risorse indispensabili per gli investimenti in tecnologie. Ho visitato gli spazi che a fine giugno saranno inaugurati per offrire ad operatori e utenti un blocco operatorio innovativo e dotato di strumentazioni all’avanguardia. Ho inaugurato il nuovo reparto di Medicina nucleare e la nuova gamma camera, un altro tassello verso il rafforzamento della credibilità di un ospedale hub come Alessandria e il territorio meritano. Abbiamo avviato la fase due della sanità piemontese dopo la faticosa uscita dal piano di rientro dal debito: ora è tempo di investimenti in personale e innovazioni tecnologiche”.

I lavori di ristrutturazione e adeguamento degli spazi e installazione dell’attrezzatura specifica sono durati cinque mesi, a seguito di una fase di progettazione avviata fin dai primi di luglio del 2015: ma la complessità dei lavori e delle fasi progettuali, legati anche ai tempi tecnici di una gara che supera il milione di euro come investimento, hanno fatto sì che i lavori potessero prendere fisicamente avvio nell’ottobre del 2016. 

 

 
 

5 Maggio 2017: Giornata mondiale del lavaggio delle mani

Le iniziative organizzate dall’Azienda Ospedaliera

“Combattere la resistenza agli antibiotici è nelle tue mani”. Questo il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la settima Giornata mondiale del lavaggio delle mani che, anche quest’anno, si terrà il 5 maggio per ricordare a tutti l’importanza della corretta igiene delle mani nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza. Le mani sono un ricettacolo di germi: una piccola percentuale è rappresentata da microrganismi non patogeni, che risiedono normalmente sulla cute senza creare danni ai quali, però, possono aggiungersi virus e batteri che circolano nell’aria o con cui veniamo in contatto toccando le più diverse superfici; su di esse, poi, possono sopravvivere per ore prima di essere trasmessi semplicemente attraverso le nostre mani ai pazienti spesso immunodepressi e con ferite, drenaggi e altre situazioni di rischio clinico. L’igiene delle mani, quindi, è fondamentale per la prevenzione delle infezioni, come ha ricordato il direttore generale Giovanna Baraldi.

 
 

20 febbraio 2017

Seminario con Guariniello

“La giustizia penale si preoccupa troppo dei medici?”. Lunedì 20 febbraio presso la Sala Convegni di Via Venezia i professionisti dell’Azienda Ospedaliera hanno incontrato, nell’ambito dei seminari della Direzione Generale, il Magistrato Raffaele Guariniello. Procuratore della Repubblica di Torino, Magistrato della Cassazione dal 1992 al 2015, ha tenuto in questa occasione un seminario sulla responsabilità penale medica e sugli indicatori della colpa enucleati dalla Corte di Cassazione proprio a partire dalla sua grande esperienza nel campo della salute, del lavoro e dell’ambiente.

E proprio da questa provocazione e da alcuni dati è partito il Magistrato Guariniello, ricordando che nel 2016 sono state emanate 103 sentenze sulla responsabilità e dieci solamente tra gennaio e febbraio di quest’anno. L’Azienda Ospedaliera ha deciso infatti di prestare attenzione ad un argomento di grande rilievo per tenere aggiornati ed informati gli specialisti della struttura affinché siano tutelati nello svolgimento delle loro attività e quello di aiutarli nella giusta compilazione delle cartelle cliniche nonché nel rispetto delle procedure.

Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, la Dott.ssa Giovanna Baraldi, ha introdotto l’incontro presentando la figura dell’illustre ospite e ricordando che nel passato si è occupato anche di un argomento molto caro all’Ospedale di Alessandria, ossia il caso Eternit. “Il Dott. Guariniello ha istruito il processo contro i responsabili delle numerose morti per il mesotelioma della pleura, una malattia rara di cui spesso ci occupiamo anche in collaborazione con numerosi centri di ricerca”.

 
Azienda Ospedaliera: trasferimento degli ambulatori al Poliambulatorio Santa Caterina

L’Azienda Ospedaliera informa che a partire da venerdì 20 gennaio le attività ambulatoriali relative alle strutture di Chirurgia Plastica, Chirurgia Generale, si svolgeranno presso il Poliambulatorio Santa Caterina, come previsto dal piano.

Il Centro di Epatologia, con le visite ambulatoriali realizzate attraverso il fibroscan, sarà trasferito al sesto piano.

Per quanto concerne il trasferimento della Struttura di Nefrologia, è stato effettuato il trasloco ed ora i letti si trovano al terzo piano del monoblocco.

“Si tratta di  un progetto importante e ambizioso per la nostra Azienda Ospedaliera – spiega Giovanna Baraldi, direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria – siamo lieti che abbia preso pieno avvio”.

 
 

10 gennaio 2017

Azienda Ospedaliera di Alessandria: le misure per affrontare l’influenza

Il livello di incidenza dell’influenza in Italia è pari a 10 casi per mille assistiti e i dati del Ministero della Salute indicano che il Piemonte sia una delle Regione tra le più colpite, con una incidenza che arriva ai 15 casi per mille assistiti.

L’Azienda Ospedaliera di Alessandria ha registrato presso il Pronto Soccorso del presidio Civile dal 1 al 7 gennaio 847 accessi (contro gli 828 dello scorso anno); di questi 197 si sono trasformati in ricoveri, con una media giornaliera di 28 ricoveri superiore alla media giornaliera di circa 20. E  il giorno che ha visto il maggior numero di ricoveri, 36, è stato il 3 gennaio.

Rispetto ai dati relativi al 2016, gli accessi sono aumentati del 2.17%, ma va evidenziato l’incremento dei codici rossi (54,84%) e gialli (35,98%) contro una riduzione dei codici verdi (-8,25%) e bianchi (-53,23%): segno questo di una maggiore appropriatezza di utilizzo del Pronto Soccorso da parte dei cittadini.

I pazienti ricoverati nella prima settimana di gennaio, che hanno avuto principalmente diagnosi relative a problematiche relative all’apparato respiratorio e in seconda battuta al sistema circolatorio, hanno trovato buona (140) parte ricovero in strutture di area medica, mentre solo 24 erano le problematiche che hanno richiesto un ricovero in area chirurgica per problemi di tipo traumatologico o chirurgico. Altri 33 ricoveri sono stati effettuati in Ostetricia (23, per patologie legate alla gravidanza) e in altre strutture aziendali.

La situazione è stata affrontata da tutto il personale dell’Azienda Ospedaliera con competenza e professionalità: la Direzione Generale attraverso le parole del direttore Giovanna Baraldi, intende ringraziare i propri professionisti che si sono distinti anche in questa occasione per l’impegno profuso. Nel contempo la Direzione sottolinea l’apertura di 10 nuovi posti letto al quinto piano, presso la Medicina d’Urgenza, con un nuovo turno infermieristico a disposizione dei pazienti.

 
 

20 dicembre 2016

Azienda Ospedaliera: presentati i nuovi locali del Poliambulatorio Santa Caterina  

Sarà dedicato a Santa Caterina il nuovo Poliambulatorio multidisplinare collocato al piano terra del presidio Civile dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria: nome che è frutto di un concorso di idee tra i dipendenti, che lo scorso mese di ottobre sono stati interpellati e “sprigionando la loro creatività” hanno individuato nella Santa protettrice i locali degli ambulatori di Reumatologia, Neurologia, Neurochirurgia, Ortopedia. Sono i primi quattro deli undici che apriranno gradualmente.

Visite AmbulatorialiNello specifico sono collocati al piano terra, di fronte al corridoio dell’ingresso interno al Pronto Soccorso. Si tratta di sette locali completamente rinnovati, di cui uno adibito a supporto infermieristico, tutti dotati di arredi necessari alla gestione ambulatoriale del paziente.

La sala d’attesa, comune per tutte le specialità, così come il personale infermieristico e quello di supporto, nonché la gestione dei flussi e delle prestazioni sarà informatizzato (agende, referto, richiesta dematerializzata): questo significa che i pazienti da lunedì troveranno un totem dove prendere il numero e due ampi schermi dove poter osservare le loro attese.

“Si tratta di  un progetto importante e ambizioso per la nostra Azienda Ospedaliera – spiega Giovanna Baraldi, direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria – per il quale è stato perseguito anche uno specifco progetto colore, finalizzato al benessere della persona attraverso la creazione di ambienti confortevoli ed accoglienti, rassicuranti e non ostili. I colori scelti per gli ambulatori hanno l’obiettivo di comunicare calore, accoglienza e comfort. Si tratta infatti di due colori saturi ma dai toni non troppo accesi, caldi e freddi, che contribuiscono a creare ambienti anche insonorizzati dal punto di vista del rumore, perché i colori stessi risultano assorbenti. L’utilizzo di due colori in un ambiente relativamente piccolo ha la funzione di movimentare lo spazio e scongiurarne la monotonia che avrebbe dato la scelta di un colore unico.

Più in generale, l’intero progetto permetterà di offrire ai nostri pazienti un miglioramento del percorso, obiettivo finale per la Direzione Strategica”

 
   
30 novembre 2016

Dalla Fondazione Buzzi Unicem una donazione per UFIM

L’Azienda Ospedaliera ha ricevuto un dono che vale trentamila euro dalla Fondazione Buzzi Unicem di Casale Monferrato e proprio grazie a questo contributo l’Azienda ha finalizzato l’assegnazione per un anno all’UFIM un radiologo dedicato alla ricerca e all’assistenza del mesotelioma.  

Una donazione rilevante, per un progetto che parte prende avvio questa settimana e si integra con la volontà della Direzione aziendale di implementare la linea di ricerca sui tumori rari – mesotelioma, come dichiara Giovanna Baraldi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria: “Siamo davvero grati alla Fondazione Buzzi Unicem per questo contributo, così tanto importante per noi, dal punto di vista economico ma anche per il significato dell’attività che svolgerà questo professionista, che andrà a qualificare ulteriormente tutto il percorso di assistenza ricerca e cura dei pazienti affetti da mesotelioma. Il progetto “Integrazione in UFIM della figura di uno specialista in radiologia esperto nella diagnosi e valutazione della risposta dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico trattati con terapie convenzionali e sperimentali” rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di ricerca e assistenza che l’Azienda Ospedaliera sta realizzando: esprimo pertanto il mio più sentito ringraziamento alla Fondazione, per la sensibilità, l’attenzione e la fiducia posta nei nostri confronti, per questo  progetto e i benefici che porterà ai pazienti”.

Il progetto nello specifico, consentirà di assicurare un tempestivo e appropriato inquadramento radiologico della patologia, nonché la valutazione degli esami strumentali secondo i criteri validati per la misurazione del mesotelioma pleurico. Federica Grosso, responsabile di UFIM spiega: “La relativa rarità e le caratteristiche radiologiche del mesotelioma pleurico hanno reso difficile una standardizzazione dei criteri di diagnosi e di valutazione della risposta, ecco perché abbiamo la necessità di integrare l’attività di UFIM con la figura di un radiologo dedicato, allo scopo di monitorare la correttezza della valutazione diagnostica per immagini prevista dal percorso diagnostico terapeutico assistenziale”.

Il radiologo svolgerà le sue attività  in parte ad Alessandria e in parte a Casale Monferrato, sotto la responsabilità e supervisione della dr.ssa Federica Grosso. Le sue funzioni saranno quelle di garantire la corretta refertazione degli esami radiologici secondo i criteri di risposta validati, sia per i pazienti sottoposti a trattamento standard, che soprattutto per i pazienti sottoposti a terapie sperimentali. Ma è prevista anche una attenzione alla formazione, in quanto questa figura avrà il delicato compito di contribuire alla definizione e realizzazione di un percorso formativo per il personale medico afferente a UFIM per accrescere le conoscenze relative agli aspetti radiologici nella diagnostica e rivalutazione di malattia del mesotelioma pleurico.

 
 

7 ottobre 2016

Azienda Ospedaliera di Alessandria: un incontro per fare il punto sulla formazione

Si è parlato di tutti gli aspetti legati alla formazione questa mattina presso l’Azienda Ospedaliera di Alessandria nell’incontro “Stato dell’arte e prospettive future della formazione: l’appuntamento del 2016” che ha visto la partecipazione di moltissimi operatori, delle referenti regionali Nadia Bonsignore e Alda Cosola, del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Giovanna Baraldi, dei componenti del Comitato tecnico-scientifico, del responsabile della Formazione e Promozione Scientifica Antonio Maconi e di tutto il suo staff. 

L’incontro, seppur di nicchia, rappresenta l’occasione per una riflessione rilevante sia per l’Azienda Ospedaliera di Alessandria che per la Regione Piemonte: consente, infatti, di fare il punto su un aspetto tanto diffuso quanto poco compreso, anche dagli stessi operatori, che solo negli ultimi anni stanno iniziando a dare l’adeguato valore al sistema ECM.

Giovanna Baraldi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, nell’introdurre la giornata ha sottolineato: “Vi chiedo un ulteriore sforzo, un passaggio logico affinché possiate tirare fuori dalla vostra memoria le conoscenze per usarle nella pratica, per mettere in campo a seconda dei ruoli le vostre competenze. Perché  tutto diventa occasione di apprendimento, in particolare la  prevenzione e la gestione del rischio clinico, che rappresenta per la nostra Azienda costo enorme, in particolare il rischio che non riusciamo a governare”.

 
 

27 luglio 2016

Azienda Ospedaliera: dal primo gennaio sono 115 i nuovi assunti

53 infermieri, 17  operatori socio sanitari, 14 coadiutori amministrativi, 23 medici,  5 tecnici sanitari di laboratorio biomedico, 2 tecnici sanitari di radiologia medica, un logopedista: sono i nuovi assunti dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, dal primo gennaio ad oggi.

I dipendenti dell’Azienda Ospedaliera sono attualmente 2317, di cui 1687 donne e 630 uomini; circa il 70% è occupato nel profilo sanitario, il 22% nel profilo tecnico (che comprende anche gli operatori socio-sanitari), il restante 9% è occupato nel settore amministrativo.  Tra i neo assunti, l’età media è 33 anni, quella degli infermieri 31, mentre tra i medici 38.

Sono stati salutati questa mattina in occasione di un incontro di benvenuto, organizzato dalla Direzione Generale e a loro dedicato, per illustrare l’Azienda e dare un segno di attenzione alla risorsa più importante dell’Azienda, come ha sottolineato Giovanna Baraldi, Direttore Generale: “L’Ospedale è una organizzazione complessa e come tale deve avere attenzione per le persone che qui lavorano, in termini di accoglienza, formazione, attenzione continua e costante ad ogni aspetto della persona: perché una persona soddisfatta del proprio lavoro è una persona che lo svolge bene al servizio del paziente. L’auspicio rivolto a tutti è che l’esperienza all’interno dell’Azienda possa  essere  positiva  e  ricca  di  soddisfazione”.

L’incontro è stata l’occasione per presentare l’Azienda, le sue articolazioni, le sue funzioni ai nuovi assunti, con particolare attenzione al codice di comportamento, il sistema di regole che governa una organizzazione professionale come quella sanitaria che necessita di regole sul lavoro, sulla libera professione, sul rispetto e attenzione verso le risorse dell’Azienda. Inoltre le regole sono linee guida, protocolli, procedure che gli stessi operatori e professionisti si danno sull’attività ma anche sulle relazioni tra di loro, con i cittadini e pazienti, con i fornitori di prodotti servizi, beni, con tutti gli interlocutori di riferimento. Sono stati anche evidenziati i valori guida dell’Azienda, che attengono all’area della comunicazione, della professionalità e del miglioramento, della legalità, della trasparenza, l’importanza del concetto di accountability, inteso come render conto del proprio operato ai pazienti, a se stessi, ai propri pubblici di riferimento e all’Azienda stessa.

 
 

22 luglio 2016

Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile: completata l’area delle urgenze maggiori

È il primo risultato del progetto dei lavori in corso che sta interessando l’area delle urgenze maggiori del Pronto Soccorso di Alessandria, avviato lo scorso gennaio nell’ambito di una progettazione complessiva di tutta l’area messo in atto dalla Direzione Generale di Giovanna baraldi. Dopo dodici anni di attività dell’attuale struttura, la Direzione dell’Azienda Ospedaliera ha accolto con favore la proposta del direttore del Dipartimento Emergenza e Accettazione Ivo Casagranda di una riprogettazione del Pronto Soccorso, che vede ogni anno circa 45mila accessi, rimodulata in base  alle mutate condizioni epidemiologiche della popolazione del bacino di riferimento (le province di Alessandria e Asti), ai cambiamenti dell’organizzazione generale dell’ospedale e del territorio.

“Il primo step delle urgenze maggiori – spiega Ivo Casagranda, direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione – permette l’ottimizzazione del rapporto tra operatori sanitari e pazienti, secondo gli standard ministeriali, oltre che una loro migliore gestione degli spazi per le manovre, a tutto vantaggio della sicurezza dei pazienti. La ristrutturazione di questa ampia area permette di mettere a disposizione ulteriori sei box molto agevoli (sono grandi due metri per tre),  attrezzati con caratteristiche tecniche tali da essere considerate appropriate per l’area critica in grado di accogliere un paziente su barella. Abbiamo dato anche molto valore alla privacy, assicurata da una tenda scorrevole per ciascun box. In questo modo noi avremo a disposizione oltre  alla shock room (pazienti con codice rosso) ben  dieci  box ben attrezzati intercambiabili per la gestione dei pazienti con codice giallo.”

 
 

8 luglio 2017

DiSIT e Azienda Ospedaliera: attualità e prospettive di una collaborazione al servizio del paziente

Il ruolo della ricerca scientifica è assolutamente prioritario per il miglioramento delle cure a favore dei pazienti: con questa consapevolezza il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale e l’Azienda Ospedaliera di Alessandria hanno lavorato in questi anni e proseguono ora con un rinnovato programma di attività, finalizzato a sottoscrivere una nuova convenzione nel prossimo autunno, comprendente anche la didattica.

Il primo appuntamento in programma di questa nuova fase di integrazione è previsto per il 7 di luglio, con l’incontro “DiSIT e Azienda Ospedaliera: attualità e prospettive di una collaborazione al servizio del paziente” e primo di tre sessioni finalizzate al confronto tra i gruppi di professionisti aziendali e ricercatori DiSIT per mettere in rete le conoscenze e farle “gemmare”, originando progetti innovativi come gli studi sul funzionamento del lisato piastrinico, solo per citare un esempio, realizzato nel corso di questi anni.

Un accordo che ha visto lo sviluppo di gruppi di lavoro che hanno prodotto risultati importanti, come spiega Giovanna Baraldi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera: “Abbiamo scelto di puntare l’attenzione sugli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Biologia, a cui è stata consegnata una pergamena come segno di riconoscimento e gratitudine: rappresentano il frutto concreto della collaborazione, nonché la testimonianza del lavoro svolto in quanto protagonisti di lavori che hanno portato un valore aggiunto per entrambe le realtà. Credo che lo scambio di conoscenze generate attraverso questa collaborazione, attraverso gli incontri mirati, iniziative come la Notte dei Ricercatori a cui aderiremo con grande entusiasmo, siano solo positive per il territorio, in quanto moltiplicatori di innovazione. E poiché credo fortemente nella forza della rete, come ho avuto più volte modo di esprimere, anche con l’Università l’auspicio è che le aree di ricerca possano essere sempre più numerose”.

 
   
 

5 maggio 2016

Azienda Ospedaliera di Alessandria: nuova segnaletica al Civile

Estrema semplicità per una immediata individuazione e interpretazione da parte dell’utenza, in particolare in una struttura complessa come il presidio Civile dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria.

È la principale caratteristica del progetto della rinnovata segnaletica aziendale, in posa nel corso di questa settimana, che la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera ha fortemente voluto come segno di maggiore accoglienza per mettere a proprio agio i visitatori. “Alcuni muri di questa Azienda – dichiara il direttore generale Giovanna Baraldi – sono settecenteschi, a cui si sono aggiunti nei secoli i vari corpi dell’Ospedale: si tratta quindi di un sito non semplice, che stiamo cercando di razionalizzare attraverso una revisione degli spazi. Pertanto, pur rispettando la nostra storia, abbiamo la necessità che il paziente, i suoi famigliari, tutti coloro che entrano nella nostra struttura possano trovare le informazioni corrette e più semplici per raggiungere nel modo giusto il luogo giusto. Oltre ad un maggior decoro e ordine che seguirà a questo progetto”.

 
 

27 aprile 2016

“Cogli la cura, regalati la salute”: un successo la due giorni di sensibilizzazione al femminile

Ha segnato il “tutto esaurito” l’iniziativa “Cogli la cura, regalati la salute” organizzata dall’Azienda Ospedaliera di Alessandria con il Centro Servizi per il Volontariato, la Lega Tumori e la Bios gli scorsi 26 e 27 aprile nell’ambito dell’open week sulla salute femminile promosso da Onda. I due pomeriggi hanno visto il coinvolgimento delle signore che avevano prenotato nei 40 posti disponibili: le donne coinvolte hanno quindi seguito la parte informativa, e poi effettuato le visite gratuite. Una iniziativa contraddistinta dalla disponibilità e dalla professionalità dei medici e delle strutture coinvolte: la Chirurgia, con il dott. Priora e alla dott.ssa Maglione, l’Oncologia con le dottoresse Valente e Guglielmini, la Radioterapia con la dott.ssa Franzone, la Chirurgia Plastica con i dottori Ghiglione e Zingarelli, l’Ostetricia e Ginecologia con la dott.ssa Trifoglio, il Dott. Aguggia e la dott.ssa Riboni, la Reumatologia con i dottori Stobbione e Rossi, la Riabilitazione funzionale di secondo livello con il dott. Polverelli alla dott.ssa  Lorusso e le Fisioterapiste sig.re Enrica Cantone, Elisabetta Provera, Paola Piglione, Roberta Bonissone, Roberta Solio e Antonella Cermelli.

L’iniziativa è stata coordinata dalla dottoressa Cleonice Penna, della Direzione Medica di Presidio, che ha curato gli aspetti organizzativi insieme all’Ufficio Comunicazione e all’Urp.

L’evento rientrava nella settimana dedicata alla salute promossa da ONDA, con iniziative di sensibilizzazione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, riservando particolare attenzione alle specifiche esigenze dell’utenza rosa.

L’Azienda Ospedaliera attraverso le parole della dottoressa Giovanna Baraldi, direttore generale, esprime un particolare ringraziamento alle Associazioni di volontariato Lega Tumori e Bios e al Centro Servizi per il Volontariato, che hanno contribuito all’organizzazione e all’ottima riuscita dell’iniziativa, avendo ben presente il fine ultimo della salute della donna.

 
   
18 febbraio 2016

125 anni di storia per il Cesare Arrigo: un convegno nazionale per celebrarlo

L’Ospedale pediatrico Cesare Arrigo dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria compie 125 anni e l’Azienda Ospedaliera ha deciso di festeggiare questo evento qualificando la struttura a livello nazionale.Il Cesare Arrigo entra nella rete degli ospedali pediatrici italiani “Associazione Ospedali Pediatrici Italiani”, fondamentale per il confronto e la riflessione dei nuovi modelli di assistenza al bambino.

E il bambino al centro sarà la discussione che vedrà i lavori del convegno organizzato come “festa di compleanno” dell’Ospedaletto, insieme alcuni Direttori Generali di cinque importanti ospedali pediatrici, per compiere una riflessione sugli aspetti strategici della pediatria ospedaliera in Italia. Un momento di dibattito che intende coinvolgere la città, con le Istituzioni che amano l’Ospedaletto e le Associazioni di volontariato, che lo sostengono e lo supportano: ecco perché la mattina del giovedì il programma è dedicato esclusivamente a loro, con un momento di speciale ringraziamento per il lavoro dei volontari, le attività e più in generale, il “calore” e il “sorriso” che le Associazioni rappresentano per i pazienti. E come forma di ringraziamento, ci saranno dei manifesti per illustrare le attività di ogni Associazione.

Alle 12 è poi prevista l’inaugurazione della mostra fotografica curata da Riccardo Lera per la parte storica ed Elena Franco, architetto e fotografa, sull’Infantile: uno sguardo sulla struttura come appare oggi, nella sua ricchezza architettonica, che spesso non viene colta e apprezzata. Saranno presenti poster che valorizzano tutte le strutture aziendali che operano all’Infantile, con la presentazione delle attività, ma soprattutto delle persone che operano all’Ospedaletto, il vero patrimonio che fa la differenza nell’approccio al bimbo e ai suoi genitori.

Giovanna Baraldi, direttore generale spiega: “Ricordare e festeggiare una realtà ospedaliera di livello nazionale che rappresenta un valore clinico e sanitario per Alessandria e il suo grande territorio per il Piemonte e per l’ intera nazione è doveroso. Gli ospedali pediatrici sono stati fondati nel regno d’Italia quasi tutti nello stesso periodo intorno all’ora ultima decade del 1800 e hanno caratteristiche simili. Esprimono fin da allora la volontà di garantire e proteggere una popolazione particolarmente fragile, soprattutto nei decenni scorsi. Con l’evoluzione scientifica  e tecnologica e con la grande attività di prevenzione diagnosi e terapia del servizio sanitario nazionale dal 1978, l’ attività e qualità sono cresciute e si sono diffuse in modo generale nel territorio e hanno portato alla riduzione delle patologie e miglioramento della qualità della vita. Negli ultimi i decenni l’ospedale è cresciuto ancora e abbiamo voluto che fossero presenti tutti i professionisti e le strutture che sono coinvolte e partecipano alla gestione delle malattie pediatriche. Si tratta di più di un ospedale perché anche i medici degli adulti si sono specializzati e partecipano con grandi risultati e ottima qualità. L’azienda sta riflettendo sul prossimo  futuro del nostro ospedale e sulla sua innovazione dal punto di vista organizzativo e per riflettere abbiamo invitato tutti gli ospedali pediatrici presenti in Italia, proprio per una discussione sui modelli organizzativi”. 

 
 

17 dicembre 2015

Azienda ospedaliera: conferma dei tre Bollini Rosa

Conferma dei tre Bollini Rosa per l’Azienda Ospedaliera di Alessandria: il riconoscimento attribuito dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, ha nuovamente riconosciuto il Santi Antonio e Biagio tra le 249 strutture ospedaliere attente alla salute femminile.

Per il biennio 2016-2017 sono 249 gli ospedali premiati: 82 hanno ottenuto il massimo riconoscimento (tre bollini), 127 due bollini e 40 un bollino, mentre 7 strutture hanno ricevuto una menzione speciale per l’impegno dimostrato, partecipando a numerose iniziative promosse da Onda durante il biennio 2014-2015.

Tre i criteri di valutazione con cui sono stati giudicati gli ospedali candidati: la presenza, all’interno delle aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico, di servizi rivolti alla popolazione femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, a garanzia di un approccio alla patologia in relazione alle esigenze della donna, e offerta di prestazioni aggiuntive legate all’accoglienza in ospedale e alla presa in carico della paziente, come la telemedicina,  la mediazione culturale e il servizio di assistenza sociale.

Il Direttore Generale Giovanna Baraldi commenta: “Sono lieta di registrare questo riconoscimento così positivo, che per noi rappresenta uno stimolo al miglioramento, in quanto siamo ben consci di quanto lavoro vi sia da svolgere. Sono certa che il risultato sia frutto dell’opera dei nostri professionisti, che sono di qualità. Ma sul piano strutturale stiamo già intervenendo per migliorare l’Azienda”.

 
 

18 novembre 2015

Mercoledì della Salute: l’ospedale incontra

Un ciclo di conferenze che prendono avvio il prossimo 18 novembre, nel prestigioso Salone di Rappresentanza, dalle 16 alle 18, con l’obiettivo di illustrare le attività svolte dalle strutture aziendali, i risultati raggiunti, le innovazioni, la ricerca e le prospettive future. Sono i “Mercoledì della Salute: l’Ospedale incontra”, eventi che la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera ha ideato per dare la giusta rilevanza alla professionalità e all’operato delle strutture sanitarie.

Giovanna Baraldi, direttore Generale dell’Azienda spiega: “La diffusione della conoscenza è l’unico modo per proseguire nel virtuoso cammino legato alla scienza e all’assistenza: il confronto tra professionisti genera ulteriori possibilità di comprendere ed apprendere metodiche svolte da altri, che potrebbero essere utili ed efficaci anche nel proprio lavoro quotidiano. E il ruolo di riferimento che la Regione Piemonte individua per l’Ospedale di Alessandria, impone una condivisione da parte nostra affinché possiamo insieme definire un linguaggio comune per rispondere sempre meglio ai fabbisogni dei nostri pazienti. Che vanno curati con appropriatezza, ossia al posto, al momento e nel tempo giusto. E naturalmente nel modo giusto”.

L’Azienda deve rispondere ai fabbisogni trovando forza nella rete dei servizi sanitari, condivisi con tutti i soggetti erogatori: ecco perché è tanto importante che siano conosciute e riconosciute le attività svolte dai nostri professionisti che racconteranno in prima persona dati ed esperienze.

Il primo incontro del 18 novembre è dedicato alle strutture Malattie Apparato Respiratorio e Chirurgia Toracica, con i protagonisti: Gabriele Ferretti – Direttore Struttura Complessa Malattie Apparato Respiratorio e Maurizio Mancuso – Direttore Struttura Complessa Chirurgia Toracica, introdotti dal Direttore Generale Giovanna Baraldi.

 
 

10 ottobre 2015

Come è andata? La tua opinione conta!

Dai un valore ai servizi dell’Azienda Ospedaliera

Indagine di soddisfazione, coordinata dalla struttura Accreditamento e Qualità diretta da Roberta Bellini, che ha preso avvio in questi giorni  e che vede coinvolti anche per quest’anno  i tre presidi aziendali, con i  due Pronto Soccorso, ed il  Poliambulatorio Gardella. 

Il direttore generale Giovanna Baraldi dichiara: “La capacità di rispondere in modo appropriato ai bisogni dei cittadini è una delle priorità che caratterizzano l’azione di questa Azienda.  Un importante criterio di valutazione di tale capacità è il grado di soddisfazione dei cittadini misurabile con  questa nuova tipologia di indagine che si inserisce appieno tra gli strumenti che l’Azienda utilizza per coinvolgere, partecipare e rendicontare in piena trasparenza. La partecipazione attiva degli utenti è un risorsa  fondamentale ed indispensabile per il cambiamento ed il miglioramento continuo, fondato sulla costruzione di nuove relazioni di fiducia e di comunicazione”.

 
 

31 luglio 2015

Presentato il “Piano Strategico e degli Investimenti dell’Azienda Ospedaliera e dei suoi presidi: Civile, Infantile e Borsalino”

Il direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera ha presentato venerdì 31 luglio, il Piano Strategico degli Investimenti: un documento di respiro triennale, che specifica gli investimenti necessari per sviluppare il ruolo di riferimento nella rete richiesto dalla Regione Piemonte a partire dalla missione dei singoli ospedali Civile, Infantile e Borsalino, nonché della funzione territoriale dell’emergenza 118.

La dr.ssa Baraldi ha spiegato: “In questi mesi ho avuto modo di constatare la vetustà e l’obsolescenza delle strutture aziendali, in particolare il Civile. Per questo motivo ho ritenuto indispensabile agire con celerità per individuare le priorità legate alle azioni utili a garantire le funzioni di ospedale di riferimento. Dall’analisi dei dati di attività e a seguito di una serie di sopralluoghi, abbiamo predisposto il Piano Strategico che rappresenta una visione d’insieme e costituisce la genesi di una serie di piani operativi finalizzati alla presa in carico del paziente, oltre che interventi di umanizzazione e ammodernamento delle strutture. Il documento è basato su logiche di appropriatezza, di riorganizzazione e razionalizzazione di tutte le risorse disponibili. È fondamentale la stesura di un programma definito attraverso il consenso e la partecipazione degli operatori, unica garanzia della possibilità di realizzazione”.   

L’analisi è stata condotta tenendo conto dei punti di forza e di debolezza delle strutture, nella logica di provare a trasformare ciascuno di essi in obiettivo: perché, come spiega Baraldi, i cardini sui cui operare sono professionalità e competenze, che rappresentano la certezza di un risultato positivo.

I tre elementi chiave del documento sono l’appropriatezza, la rete e gli investimenti per l’ammodernamento, in particolare all’Ospedale Civile. Sul primo concetto l’Azienda Ospedaliera ha già iniziato a lavorare con i professionisti, ne è un esempio concreto il nuovo regolamento dei blocchi operatori che ha preso avvio all’inizio di luglio e che troverà piena attuazione con l’avvio del nuovo blocco operatorio collocato sopra il Pronto Soccorso, unitamente ai 14 posti letto della terapia intensiva. Questo è anche l’esempio di quanto previsto nel documento, che prevede per il Civile la razionalizzazione e la riorganizzazione degli spazi in un’ottica concentrazione per aree omogenee e di intensità di cura.

La risposta alla vetustà si declina con l’ammodernamento in termini di rinnovamento, sicurezza, umanizzazione e accoglienza: questa sezione è il corpo più “pesante” del documento e quello dove è necessario che le istituzioni diano un maggiore contributo e sostegno affinché possa concretizzarsi in tempi celeri. Sono previsti lavori di messa in sicurezza dell’attuale blocco operatorio, con la copertura tetto, la sistemazione di impianti elevatori, sistemi antincendio ed impianti elettrici. Alla voce umanizzazione trovano collocazione il progetto di realizzazione nuove di sale parto e nuova sede dell’Ostetricia: “La mamma e il neonato devono essere vicini – afferma Baraldi – per cui un progetto che vede la nuova sede dell’Ostetricia, (l’attuale si trova nel corpo più vecchio dell’Ospedale risalente al periodo settecentesco) trovi collocazione accanto alla nuova sede Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia, oggi all’Infantile”. Sempre al presidio Civile, altra voce del capitolo l’umanizzazione: sono previsti nuovi locali per la Dialisi e a rotazione interventi su altre degenze, per la realizzazione di servizi igienici e adeguamento degli infissi.

 
 

18 giugno 2015

La riorganizzazione della rete territoriale: il ruolo dell’Azienda Ospedaliera

In occasione dell’incontro con Saitta con i sindaci del territorio, l’Assessore ha presentato la riorganizzazione della rete territoriale e i nuovi direttori generali, la dr.ssa Giovanna Baraldi, in servizio dal primo maggio presso la nostra Azienda Ospedaliera e il dr. Gilberto Gentili all’ASL AL.

L’Assessore ha ribadito come la riorganizzazione territoriale sarà utile anche in funzione della rete ospedaliera, anche con alcuni esempi: su 1.768.000 passaggi al pronto soccorso il 90% siano codici bianchi, dimostrazione che oggi l’assistenza territoriale è molto debole.
La riorganizzazione della rete territoriale rappresenta per la Regione, secondo l’assessore Saitta, una occasione per mettere mano ad alcuni problemi irrisolti delle ASL, con la riduzione di alcune strutture.

Ma l’obiettivo richiesto ai direttori è quello di lavorare in un’ottica di integrazione, con la riorganizzazione dei laboratori e la logistica.

La dr.ssa Baraldi ha sottolineato anche in tale sede la necessità di lavorare per l’appropriatezza, ossia fare le scelte giuste ed indispensabili: “L’ospedale deve essere un luogo di alta tecnologia e complessità, elevate competenze e volumi di attività. La rete territoriale sarà efficace nella misura in cui l’ospedale di Alessandria svolgerà al meglio il proprio ruolo di riferimento, concentrandosi su specialità e discipline uniche in provincia. Eliminare i duplicati, semplificare i percorsi dei pazienti e degli operatori, sono azioni da realizzare e abbiamo già iniziato il lavoro sui blocchi operatori. Ho avviato dialogo con professionisti, i problemi sono numerosi, ma con la collaborazione di tutti si potranno superare, come le personalizzazioni che vanno ricondotte verso un unico obiettivo. Con il sogno di fare un ospedale innovativo, riusciremo a non farci schiacciare dalle strutture importanti che si trovano nelle città vicino ad Alessandria”.

 
   
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