Festival delle Medical Humanities “Iconografia della Salute”

Descrizione

‘Iconografia della Salute’ è il festival delle Medical Humanities ideato dal Centro Studi Medical Humanities di Alessandria per valorizzare questo approccio, che riunisce le tante discipline coinvolte che influiscono sul percorso di cura del paziente. Un luogo privilegiato per discutere come le Medical Humanities consentano la piena realizzazione della ‘visione olistica’ già introdotta e praticata da Ippocrate oltre duemila anni fa.

Il titolo del Festival è dedicato alla iconografia della salute, intesa come rappresentazione di ogni forma che contribuisce ad incidere nella società. Una società nella quale fatti ambientali, fatti medici e fatti sociali continuano ad essere strettamente intrecciati come la storia ci ricorda e di cui l’emergenza Covid ne è ultima manifestazione.

La seconda edizione

La seconda edizione del Festival delle Medical Humanities si svolgerà in forma virtuale e con alcuni eventi in presenza ad Alessandria da venerdì 15 a domenica 23 ottobre 2021 e sarà dedicato a Uomini, Luoghi, Narrazione e Sapere.
L’edizione 2021 del Festival è promossa da Azienda Ospedaliera di Alessandria, Centro Studi per le Medical Humanities Cura e Comunità, Solidal per la Ricerca, UPO con il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Alessandria.

Dirette streaming

Puoi seguire le dirette del Festival sul nostro canale YouTube

Qui tutte le dirette giorno per giorno

19 ottobre

20 ottobre

21 ottobre – mattina

21 ottobre – pomeriggio

22 ottobre – mattina

22 ottobre – pomeriggio

Programma

Il programma completo dell’edizione 2021 di Iconografia della Salute è disponibile qui

Per informazioni

Per contattare la segreteria organizzativa del Festival:

chiamare  0131-206673 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16 

inviare una mail a info@curaecomunita.it

Aggiornamenti

Il titolo del Festival è dedicato alla iconografia della salute, intesa come rappresentazione di ogni forma che contribuisce ad incidere nella società. Una società nella quale fatti ambientali, fatti medici e fatti sociali continuano ad essere strettamente intrecciati come la storia ci ricorda e di cui l’emergenza Covid ne è ultima manifestazione.

L’articolazione delle giornate e degli eventi è finalizzata alla centralità del paziente e alla sua storia personale, che condiziona il suo percorso di salute e benessere ed è basilare nella costruzione di una cura su misura, personalizzata, che tenga conto delle sue emozioni, della sua visione, del suo bagaglio culturale, delle relazioni e dell’ambiente in cui è coinvolto.

Gli interventi saranno finalizzati a mettere in luce questi aspetti, a partire dalla giornata del 19 ottobre, dedicata alle ‘persone’, ossia ai protagonisti – pazienti e operatori di cura – di una relazione, che dovrebbe essere sempre profondamente umana ed etica. I lavori saranno aperti da Paolo Mazzarello, storico della Medicina all’Università di Pavia e autore di numerose pubblicazioni che ricostruiscono le vicende umane di personaggi che hanno segnato la storia, cui seguiranno i dialoghi sul rapporto tra medicina e società con Alessandro Bargoni, Paola Villani, Franco Lupano e Maria Teresa Monti che concluderà con una relazione sull’attualità della storia della medicina oggi.

La seconda giornata, il 20 ottobre, sarà indirizzata a comprendere l’impatto dell’ambiente e dei luoghi di cura sulla salute umana: a discuterne Stefano Capolongo e Angelo Tanese firmatari dell’Italian Urban Health Declaration, un documento che promuove le città quali ambienti promotori di salute. Insieme a loro altri ospiti (Monica Botta, Marco Invernizzi, Sonia del Medico, Elena Franco) porteranno la loro esperienza sul nuovo concetto di salute e benessere, che deve animare le comunità e le città, finalizzato al benessere comprensivo degli aspetti psicologici, delle condizioni naturali, ambientali, climatiche e abitative, la vita lavorativa, economica, sociale e culturale delle persone.

La terza giornata sarà dedicata alla narrazione quale strumento di cura per i curanti e naturalmente per i pazienti, come si evince dalle consolidate e numerose testimonianze che giungono dalla evidence based narrative. È previsto un focus sulla narrazione e la salute mentale, settore in sofferenza, come descrivono gli studi realizzati da numerosi team di scienziati in tutto il mondo che delineano in maniera pressoché unanime il pesante impatto che la pandemia ha avuto sulla sfera psichica degli individui.

La quarta giornata sarà dedicata al sapere, alla circolazione della conoscenza, alla generazione delle fake news e all’engagement del paziente, con una riflessione finale tesa a verificare il ruolo delle Medical Humanities nella formazione degli operatori di cura.

evento di apertura
15 ottobre – ore 17.00 Inaugurazione mostra Ars Curandi
Galleria Visioni 47 – via Trotti 47 Alessandria
Ars curandi è il più recente capitolo di Hospitalia. O sul significato della cura, una originalissima ricerca sugli antichi ospedali in Italia e in Europa, dal medioevo ai giorni nostri, che Elena Franco ha iniziato nel 2012. Questa nuova indagine fotografica esplora il patrimonio storico e architettonico di tre antichi ospedali ora trasformati in musei: gli Hospices di Beaune in Francia, l’ospedale Notre Dame à la Rose di Lessines in Belgio e il Santa Maria della Scala a Siena in Italia.
Nessuno degli edifici ritratti da Elena, infatti, ha conservato la sua funzione originaria. Sono altro. Eppure, soffermandoci sulle opere esposte, e sfogliando lo splendido libro che dà il titolo alla mostra, ci accorgiamo che ogni scatto condensa compiutamente il passato ospedaliero e il presente museale di questi luoghi.  Ogni frammento colto dall’autrice, sia esso una veduta esterna o un dettaglio degli ambienti, restituisce l’unicità di questi monumenti dell’accoglienza, veri e propri luoghi fondativi della civiltà europea, riportandoli alla nostra attenzione per poterne apprezzare gli elementi architettonici ed artistici, facendoci al contempo riflettere sugli aspetti medici e sociali.
Scrive infatti Elena: Spero che rileggere questi luoghi attraverso l’immagine possa contribuire al dibattito sulla cura del futuro, fermamente convinta che, se la guarigione non può essere data per scontata, esista un diritto alla cura – fisica e spirituale – e un’arte della cura (ars curandi) che debbano guidarci nelle scelte di evoluzione della nostra società di fronte alle questioni etiche che la medicina ci porrà.
Questo è elemento decisivo dell’opera della Franco. Chiunque si accosti al suo percorso artistico non può non cogliere la costante tensione etica che anima il suo fare arte.
Elena entra in risonanza con la realtà – non solo del mondo contemporaneo, come si è visto – tramite un’osservazione attenta, approfondita e partecipe di essa e, grazie al linguaggio fotografico, riconsegna a tutti noi l’essenza di questo patrimonio, “creatore” di senso della comunità.
Jacopo Cenacchi

Studio Cenacchi Arte Contemporanea, Bologna

Relatori

Di seguito la gallery con i relatori presenti al Festival 2021

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