26 LUGLIO, UN CONCERTO PER RISTRUTTURARE LA CHIESA DI GARDELLA

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Il ricavato per l’ascolto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo sarà devoluto al FAI Alessandria

Una serata all’insegna della grande musica e della beneficenza quella che si svolgerà domani, 26 Luglio, alla Chiesa di Gardella presso l’ex sanatorio Borsalino.
Dopo le Giornate di Primavera che hanno visto la riapertura di questo capolavoro dell’arte razionalista rimasto chiuso per oltre trent’anni, prosegue infatti la sinergia con il Fai. Grazie all’attiva collaborazione della delegazione di Alessandria, presieduta da Ileana Spriano, è stato così possibile organizzare il concerto “Il musical americano” che verrà eseguito a partire dalle ore 21.00 dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo, sotto il comando del Direttore Giancarlo De Lorenzo e della Vocalist Clarissa Vichi.
Si tratta di un’occasione per valorizzare ulteriormente questa bellissima struttura – spiega Marco Polverelli, Direttore di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria – di cui riconosciamo con orgoglio il valore architettonico e artistico, ancora di più lavorando quotidianamente al suo interno. Questo centro riabilitativo polifunzionale può infatti contare sull’eccellenza dei trattamenti offerti e delle attrezzature a disposizione ma anche sul patrimonio storico di cui è parte integrante”.
Il ricavato dell’ingresso al concerto, che sarà libero, verrà devoluto al FAI con l’auspicio che la Chiesa di Gardella, divenendo luogo del cuore, possa essere restituita alla comunità nella pienezza del suo pregio dopo il restauro. I lavori di manutenzione sono già stati iniziati dai volontari del FAI e presentati lo scorso 22 marzo durante l’iniziativa promossa dell’Azienda Ospedaliera: “È stato davvero interessante poter ripercorrere insieme all’architetto Gardella la storia del sanatorio e di questa chiesa – ricorda l’architetto Claudio Pesce, esperto dei percorsi gardelliani – e un importante traguardo quello di permettere a oltre 500 persone di visitarla. Occorre quindi continuare metterla in risalto per poterla apprezzare come simbolo della corrente razionalista e anche delle pratiche sociali e culturali connesse alla malattia, evidenziate ad esempio dalla sua divisione interna tra gli spazi degli uomini e quelli delle donne”.
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